GAIOLE IN CHIANTI – Il significato della nuova interrogazione presentata in consiglio comunale dal gruppo di opposizione Insieme per Gaiole può essere così brutalmente riassunto.
Chi ha firmato l’ormai “famosa” lettera del sindaco Michele Pescini inviata al presidente del consiglio Giuseppe Conte, nella quale (prima dell’emersione dei primi due casi positivi al Covd-19 a Gaiole) si chiedeva di fare del comune chiantigiano una sorta di laboratorio per la riapertura, aveva informato coloro che rappresenta dell’adesione?
Il riferimento è in particolare a presidenti di associazioni o rappresentanti di realtà collettive a livello locale: insomma, su un tema così rilevante, nel bel mezzo di una emergenza sanitaria, chi è portatore di interessi collettivi si è confrontato con la sua “base” prima di apporre la sua firma (e quindi anche di ciò che rappresenta) in una lettera inviata al presidente del consiglio?
Insieme per Gaiole parte anche dal presupposto del passaggio della lettera stessa dalla giunta comunale, in una delibera nella quale, “come si evince chiaramente nel testo, tra i co-firmatari della lettera aperta e che hanno condiviso e dato supporto ci sono i presidenti di Associazioni attive nel nostro territorio, come la Pro Loco, la Consulta delle Associazioni Gaiolesi e di importantissime istituzioni locali come la casa di riposo”.
“Chiediamo – dicono i consiglieri di opposizione nella loro interrogazione – se i presidenti di dette associazioni abbiano avuto modo di convocare i vari consigli, ovvero i soci e/o rappresentanti delle associazioni per metterli a conoscenza e renderli edotti del contenuto e delle richieste inviate al presidente del consiglio e quindi, avere un mandato chiaro ed unanime in qualità di rappresentanti, ed in quanto tali sostenere e condividere in qualità di co- firmatari la lettera aperta”.
“Tutto questo – evidenziano – a garanzia dei principi democratici e di partecipazione collettiva e condivisa alle attività delle singole associazioni. Qualora fosse venuta meno la convocazione degli organi dirigenziali e/o dei rappresentanti delle rispettive associazioni facenti parte della Consulta e pertanto non avendo avuto nessun mandato, si ritiene opportuno e doveroso avviare una seria riflessione sui principi democratici attivi all’interno delle stesse associazioni, e sul mandato degli organi dirigenziali e sulle figure dei vari presidenti, espressioni delle stesse”.
“Qualora i consigli e/o i soci – concludono – fossero stati effettivamente informati vogliate farvi parte attiva nel raccogliere copia dei rispettivi verbali delle singole adunanze e trasmetterceli”.
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