GAIOLE IN CHIANTI – A voler pensare bene magari qualcuno ha pensato che fosse… da buttare. E l'ha presa. A voler pensare male invece, si tratta di un "semplice" furto di bicicletta.
Che però aveva un significato speciale. Ed è per questo che Giancarlo Brocci, il "babbo" de L'Eroica, si è sentito in dovere di fare un appello pubblico.
"Domenica scorsa è sparita la bici di Giovanni Nencioni, un eroico di 17 anni gaiolese di Castagnoli. Con la bici, una "Bartali", lui era andato a Messa e poi l'aveva dimenticata lì, appoggiata al muro della chiesa".
"Dalle nostre parti può succedere – prosegue Giancarlo – fidatevi; le mie hanno passato diverse notti per piazza o al circolo, giusto perché non mi ricordavo all'uscita con cosa ero arrivato. Esattamente come con l'ombrello se smette di piovere. Le mie sono sempre sopravvissute; quella di Giovanni pare invece che abbia resistito fino all'ora di cena, ad un festa nel vicino ristorante".
"La Bartali in questione – tiene a dire Brocci – aveva solo un pregio speciale; era stata di Sergio, il babbo, morto improvviso davanti a noi e al circolo all'uscita di una riunione pre ultima Eroica".
Perché, ricorda, "Sergio, tra l'altro, oltre ad essere una gran persona perbene, credo sia ricordato da tanti frequentatori di Gaiole perché era l'autore (a gratis) di quelle sculture eroiche ricavate dalle doghe delle botti".
Quindi Brocci fa due appelli, uno con maggiore fiducia nel genere umano, uno invece già volto a rimediarne… le furbizie e le cattiverie.
"Il primo – dice – a chi possa aver pensato che quella bici era lì per esser rottamata (speranza tenue ma perché no) e magari trovi il verso di restituirla; il secondo a tutti gli amici del mio mondo a trovarmi una Bartali altra, ovviamente al giusto prezzo".
"E magari rendiamo a Giovanni – conclude – un ragazzone da 183 cm, una bici della sua misura (57?) visto che quella di babbo gli andava ormai piccola!".
di Matteo Pucci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
























