CASTELNUOVO BERARDENGA – La polemica sempre latente su "cosa è Chianti e cosa no" è ri-esplosa in modo clamoroso alcune settimane fa, dopo la comunicazione da parte dei Comuni di Barberino Val d'Elsa e Tavarnelle che, nel percorso di fusione, avrebbero scelto come nuovo nome Barberino Tavarnelle in Chianti.
Apriti cielo. Amministrazioni comunali del Chianti senese sul "piede di guerra". In particolare Radda in Chianti, con una durissima presa di posizione del sindaco Pier Paolo Mugnaini ("O tornano indietro o usciamo da tutti i percorsi di area intrapresi in questi anni" il succo del suo ultimatum).
Ma anche, e non poteva essere altrimenti, Gaiole in Chianti e il suo sindaco Michele Pescini. Da anni in rotta con le altre sette amministrazioni comunale del Chianti fiorentino e senese, ha colto l'occasione per avviare una discussione politica sull'opportunità di fare diventare il suo nome… Gaiole in Chianti Storico.
In questo scenario arriva anche il teatro, sabato 5 maggio al Vittorio Alfieri di Castelnuovo Berardenga, con uno spettacolo-riflessione ideato e realizzato da Matteo Marsan e Pietro Meloni, musiche dal vivo di Marzio Matteoli.
"La ricchezza culturale, la memoria, l’identità, i saperi e le tradizioni del Chianti senese, sono stati determinati non dai confini netti ma, al contrario, dalla permeabilità del territorio ai flussi di persone che nel tempo vi si sono avvicendati, stratificando conoscenze e stili di vita, contribuendo in maniera fondamentale a costruire l’immagine di ciò che il Chianti è oggi".
Questa la riflessione di partenza, molto chiara, di un racconto che si sviluppa in tre parti: il Chianti mezzadrile; il Chiantishire; il Chianti odierno.
"Queste tre fasi storiche – concludono gli ideatori dello spettacolo – corrispondono a tre diversi modi di vivere nel Chianti ed evidenziano gli aspetti differenziali su cui è fondata l’identità chiantigiana".
Info e prenotazioni: 0577 351345 – info@teatrovittorioalfieri.com.
di Matteo Pucci
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