A che età è consigliabile portare un bambino dal dentista per la prima volta? La risposta del dottor Viaggi

Prima domanda per la nostra rubrica ("Chiedilo al dentista"): "Spesso si pensa di poter aspettare fino agli 8-9 anni, in realtà un primo controllo è consigliato..."

Riceviamo questa domanda (ricordiamo che per fare domande al dottor Andrea Viaggi, potete scrivere a redazione@gazzettinodelchianti.it).

A che età è consigliabile portare un bambino dal dentista per la prima volta?

“Buongiorno dottore, sono la mamma di un bambino di 5 anni che non è mai stato dal dentista perché, fortunatamente, non ha mai avuto problemi.

Mi hanno detto che, avendo ancora i denti da latte, posso aspettare che comincino a spuntare quelli definitivi. È davvero così oppure sarebbe meglio fare una visita già adesso?”.


La risposta del dentista

È una domanda interessante, perché riguarda una convinzione ancora molto diffusa tra i genitori: quella che i denti da latte, essendo destinati a cadere, abbiano un’importanza relativa e che quindi si possa aspettare fino agli 8-9 anni prima di effettuare una visita odontoiatrica.

In realtà, non è affatto così.

La prevenzione odontoiatrica deve iniziare presto. Un primo controllo è consigliato già nei primi anni di vita, per valutare la salute della bocca e fornire ai genitori indicazioni sulle corrette abitudini di igiene e alimentazione.

Anche i denti da latte possono cariarsi e una carie trascurata può provocare dolore, infezioni e persino la perdita prematura del dente, con possibili conseguenze sulla corretta eruzione e sullo sviluppo dei denti permanenti.

Ma è soprattutto intorno ai 4-5 anni che una visita può assumere un’importanza particolare per lo sviluppo futuro della dentatura.

A questa età le ossa mascellari sono in piena crescita e possono già essere presenti alterazioni che, se trascurate, rischiano di trasformarsi in problemi più complessi.

Un palato troppo stretto, una mandibola che chiude in posizione scorretta o un morso incrociato possono essere individuati prima ancora che inizino a spuntare i denti permanenti, generalmente intorno ai 6 anni.

Pensiamo anche all’uso prolungato del ciuccio, oltre i 2-3 anni, oppure all’abitudine di succhiarsi il pollice. Questi comportamenti, quando persistono troppo a lungo, possono interferire con lo sviluppo delle arcate dentarie, favorendo la formazione di un palato troppo stretto e alto, il cosiddetto palato ogivale, o alterazioni nel modo in cui i denti superiori e inferiori si incontrano.

È proprio questo il compito dell’ortodonzia intercettiva: riconoscere precocemente alcune anomalie e, quando necessario, intervenire nel momento più favorevole della crescita.

Naturalmente, questo non significa che tutti i bambini di 5 anni debbano mettere un apparecchio. Molto spesso è sufficiente controllare periodicamente lo sviluppo delle arcate dentarie.

In altri casi, però, intervenire al momento giusto può rendere la correzione più semplice, riducendo la complessità delle cure successive e, talvolta, anche i tempi e i costi del trattamento.

Il mio consiglio ai genitori è quindi molto semplice: non aspettate che tutti i denti da latte siano caduti per effettuare una valutazione ortodontica.

Perché prevenire, in odontoiatria, non significa soltanto evitare le carie, ma anche accompagnare il bambino verso una crescita armoniosa della bocca e dei suoi futuri denti permanenti.

E qualche volta una semplice visita fatta al momento giusto può fare davvero la differenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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