FIRENZE – A volte anche il nostro amico a quattro zampe può essere un… eroe: la medicina trasfusionale veterinaria trasforma il suo gesto di solidarietà in una risorsa salvavita per altri suoi simili.
Nei giorni scorsi, la sede dell’unità funzionale complessa di Igiene urbana veterinaria dell’Ausl Toscana centro a Firenze, diretta dal dottor Enrico Loretti, ha ospitato un incontro dedicato alla tutela della salute dei nostri animali domestici.
Al centro del confronto, la collaborazione tra l’ospedale didattico veterinario “Mario Modenato” dell’Università di Pisa e l’unità funzionale complessa di Igiene urbana veterinaria.
Un’occasione per presentare il servizio di Medicina trasfusionale per cani e gatti presente a Pisa, l’unica realtà di questo tipo attiva sul territorio regionale.
La professoressa Veronica Marchetti, responsabile del servizio di Medicina trasfusionale per cani e gatti, ha illustrato come la creazione di una banca del sangue veterinaria non sia solo un’eccellenza clinica, ma una necessità sociale.
Disporre di emocomponenti di qualità, pronti all’uso e certificati, è essenziale per tutti i medici veterinari del territorio che si trovano ad affrontare emergenze come emorragie, anemie gravi, problemi coagulativi o disturbi del midollo osseo.
L’iniziativa ha già raccolto il sostegno di partner istituzionali di rilievo. Erano presenti all’incontro, infatti, i nuclei cinofili della polizia di Stato, dei vigili del fuoco, della guardia di finanza e dei carabinieri, oltre alla Commissione Salute Anfi Toscana, all’Enci e ai Cani da salvataggio (Sics).
Un esempio concreto arriva dalla Scuola nazionale cani guida per ciechi della Regione Toscana, i cui cani fanno già parte della squadra dei donatori.
Come funziona la donazione da parte di cani e gatti?
Si tratta – hanno spiegato gli esperti – di una situazione che viene svolta in totale sicurezza. La procedura è sicura e non provoca alcun dolore all’animale donatore.
I veterinari fanno il prelievo di sangue dalla vena giugulare. La procedura dura circa 10 minuti mentre la quantità di sangue raccolto è in proporzione al peso dell’animale. Una volta terminato il prelievo, il cane o il gatto possono tornare alle loro attività.
Per diventare donatori, sono necessari alcuni requisiti fondamentali. Tra questi un’età compresa tra 18 mesi e 8 anni; un peso di almeno 20 kg per i cani e almeno 4,5 kg per i gatti.
L’animale donatore deve avere un carattere docile, vaccinazioni in regola e profilassi costanti.
Oltre al valore etico che assume questo gesto, cioè aiutare un altro animale in difficoltà, la donazione è anche un’opportunità unica per monitorare la salute dell’animale. Il donatore riceve, infatti, gratuitamente una serie di prestazioni veterinarie di alto livello.
Per il cane o il gatto è prevista una visita clinica completa; esami del sangue approfonditi, delle urine e delle feci. E ancora, test per le principali malattie infettive (come Leishmania e Filaria per il cane; Fiv/Felv per il gatto). Infine anche la determinazione del gruppo sanguigno.
Se il coinvolgimento dei cani “in servizio” è una garanzia per il progetto, il supporto dei privati cittadini è l’anello mancante per rendere il sistema autosufficiente. Informare e supportare i proprietari è la chiave per far crescere questa rete di solidarietà.
Per chi desidera sottoporre il proprio animale alla prima visita gratuita e farlo diventare un donatore, è possibile scrivere a: servizio.medicinatrasfusionale@vet.unipi.it.
Donare il sangue è un gesto che, dedicando solo un po’ di tempo e disponibilità, può scrivere un finale diverso per molte storie di emergenza veterinaria.
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