GREVE IN CHIANTI – Il futuro dell’ormai ex cementificio di Testi è iniziato oggi, con la firma dell’accordo fra istituzioni e Buzzi Unicem.
Una firma che arriva dopo quelle, altrettanto pesanti, che hanno chiuso gli accordi sindacali mettendo in sicurezza i lavoratori, che per mesi hanno lottato, con al fianco sindacati, istituzioni e tutto il territorio, per non essere dimenticati.
# Testi Cementi, siglato il protocollo per favorire nuove iniziative d’impresa: contenuti e impegni
La linea gialla che vedete nella foto tratteggia (più o meno) molta della zona, a cavallo fra i comuni di San Casciano, coinvolta dalla presenza ultracentenaria del cementificio.
Fra cava (sotto la Torre di Luciana, comune di San Casciano) e stabilimento al Passo dei Pecorai.
La grande sfida adesso è questa. Non far diventare questi luoghi ecomostri dimenticati, ma valorizzarli e dargli nuova vita.
E’ Valerio Fabiani, consigliere del presidente regionale Eugenio Giani per il lavoro e le crisi aziendali, a sottolineare con soddisfazione come “la firma di questo protocollo sia la rappresentazione plastica dell’esistenza di un metodo alternativo alla soluzione di una vertenza, ben diverso da quello che ha riguardato la Gkn. Nessuno può impedire a un’azienda di chiudere un sito produttivo, ma questa deve farsi carico di una responsabilità sociale d’impresa”.
“Nessuno può chiudere – ha ripreso – scappare, licenziare e lasciare che i costi di questa scelta restino tutti a carico delle lavoratrici e dei lavoratori di un determinato territorio”.
“Dopo un buon accordo siglato tra le organizzazioni sindacali e l’azienda – ha aggiunto – vengono poste le basi per la reindustrializzazione del sito. Il confronto con l’azienda non è partito bene, è stato molto serrato e complicato. L’azienda stessa però poi si è messa a disposizione. La sfida che ci hanno lanciato lavoratrici e lavoratori, che sono rimasti un anno in presidio davanti ai cancelli della fabbrica, è stata quella di evitare lo spegnimento dell’ultimo avamposto manifatturiero del Chianti. Una sfida che abbiamo raccolto insieme al territorio, e che ora vogliamo vincere”.
“Oggi – ha concluso – è stata scritta una nuova pagina per l’industria manifatturiera toscana. L’azienda apre il sito a nuovi soggetti, a nuove realtà. Verrà eseguito uno studio di fattibilità per tratteggiare un progetto in grado di dare nuova vita al sito, conservando un profilo industriale. Possibilmente con la modalità più compatibile con quello che è il territorio pregiato in cui si trova”.
“Riteniamo – hanno detto i sindaci di Greve in Chianti, Paolo Sottani, e San Casciano, Roberto Ciappi – che il sito di Testi rivesta un ruolo strategico, di respiro regionale e nazionale, ai fini dello sviluppo sostenibile, della tutela occupazionale e delle possibili relazioni da intessere con il mondo economico-produttivo territoriale”.
“La forza di questa complessa operazione – hanno sottolineato – risiede nell’aver costruito una rete di forze e sinergie pubblico-private, grazie al sostegno e alla partecipazione attiva della Regione, per la quale ringraziamo il presidente Giani, Fabiani e Tedeschi. Un’alleanza preziosa che, dialogando e confrontandosi costantemente, ha individuato con la società Buzzi Unicem un percorso comune per la riqualificazione ambientale e produttiva del sito”.
“L’obiettivo condiviso – hanno indicato – è continuare a lavorare insieme non solo per mantenere vitale e competitiva quest’area del Chianti, ma renderla un polo produttivo per l’economia circolare in grado di progettare, investire, garantire sostenibilità e salvaguardare i livelli occupazionali del nostro territorio”.
“Con la firma – hanno concluso – ci impegniamo dunque ad agevolare e stimolare attività che creino connessioni con gli attori economici del Chianti fiorentino e senese, al fine di individuare possibili partnership sia industriali che commerciali, riferite ai processi che potrebbero essere inseriti nell’area. Auspichiamo che le attività che potranno insediarsi dopo la riqualificazione dell’area siano pienamente compatibili con il territorio”.
“Crediamo – ha infine spiegato Emanuela Guccione, direttore della comunicazione di Buzzi Unicem Spa – che la firma sia la testimonianza di come tutte le parti coinvolte abbiano agito con senso di responsibilità. Un incontro tra pubblico e privato nel quale le parti hanno saputo interagire positivamente a beneficio delle persone della collettività e del territorio. E’ un modus operandi che appartiene a Buzzi Unicem, che si riconosce in una politica che fondata su valori che prediligono il dialogo e la tutela del territorio e di chi lo vive”.
“Ci impegnamo a collaborare con tutti i soggetti interessati – ha concluso – alla riconversione industriale e alla riqualificazione ambientale del sito perchè vogliamo contribuire al rilancio dell’area, nella consapevolezza del valore del contesto ambientale. Grazie al percorso fatto tutti insieme è stato attivato il Consorzio Re-cord, individuato come partner qualificato per avviare lo studio di fattibilità per la riqualificazione dell’area”.
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