Gabriele Franchi: “Il consiglio comunale di Impruneta esprima solidarietà a Juliane Assange”

Si parlerà della vicenda del fondatore di Wikileaks giovedì 28 aprile, con un ordine del giorno a firma del consigliere comunale di opposizione (Cittadini Per Impruneta)

IMPRUNETA – E’ di oggi, mercoledì 20 aprile, la notizia che la Corte di Londra ha detto ok all’estradizione negli Usa di Juliane Assange.

A Impruneta se ne parlerà giovedì 28 aprile, con un ordine del giorno a firma del consigliere comunale di opposizione (Cittadini Per Impruneta) Gabriele Franchi, “che impegna – dice lo stesso Franchi – il consiglio comunale ad esprimere solidarietà a Julian Assange”.

“Ritengo un dovere politico e morale – spiega – prendere posizione in sostegno del fondatore di WikiLeaks, da 12 anni privato in maniera indiscriminata della libertà e adesso sempre più vicino all’estradizione negli Stati Uniti”.

“A causa del pantano giudiziario creato da Svezia e Regno Unito – prosegue – sulla base di accuse poi archiviate di molestie, Assange dal 2010 si trova confinato sul suolo inglese, dapprima agli arresti domiciliari, poi negli angusti spazi dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra e dal 2019 nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh”.

“Dietro a questa persecuzione – dice ancora – vi è la volontà degli Usa di estradarlo per poterlo condannare a 175 anni di carcere: Assange viene considerato un criminale terrorista, quando in realtà è un coraggioso giornalista che ha svelato al mondo le violenze e le brutalità degli Stati Uniti e dei loro alleati”.

“I file pubblicati da WikiLeaks – ricorda Franchi – hanno permesso di conoscere le migliaia di morti civili nelle guerre in Iraq e Afghanistan, le torture e le violazioni dei diritti civili a Guantànamo, lo spionaggio utilizzato come strumento politico, i trattati economici che calpestano le persone, la spregiudicata azione della diplomazia americana in tutto il pianeta”.

“Le accuse ad Assange e l’intera vicenda che lo ha visto protagonista rappresentano un gravissimo attacco alla libertà di stampa – rimarca – alla democrazia e al diritto all’informazione. WikiLeaks è sul banco dell’accusa proprio per la scelta coraggiosa di rompere ogni omertà, e non esiste democrazia se i giornalisti non hanno la libertà di rivelare gli angoli più oscuri del potere e se i cittadini non hanno la possibilità di scoprirli, grazie ai giornalisti e alle loro fonti”.

“In una fase storica in cui giustamente accusiamo dittature liberticide come quella russa – rilancia – dobbiamo avere il coraggio di superare le nostre ipocrisie e ammettere gli errori dell’Occidente, che perseguitando Assange non si dimostra certo diverso dai sistemi di autocrati come Putin”.

“Per questo – conclude – mi auguro che la politica imprunetina si unisca in un grido di vicinanza al giornalista australiano, e che, come chiedo nell’ordine del giorno, sindaco e presidente del consiglio facciano pervenire una richiesta al governo italiano per avviare un’azione diplomatica volta a scongiurare la possibilità di un’estradizione di Assange negli Stati Uniti, dove rischia 175 anni di carcere per aver agito secondo la propria coscienza di cittadino e giornalista nell’interesse dell’informazione e nella difesa della democrazia”.

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