Impruneta, opposizioni a maggioranza: “Vogliono amministrare il comune e non sanno neanche fare l’appello”

Si accende la polemica sul voto relativo al Piano Strutturale in consiglio comunale: "Non abbiamo fatto altro che chiedere il rispetto del regolamento"

IMPRUNETA – “L’attuale maggioranza vorrebbe amministrare il comune, ma non riesce nemmeno a fare l’appello, come si fa dall’asilo, per contarsi e votare il piano strutturale”.

E’ caustica la replica di tutti i consiglieri comunali di opposizione (Chiara Innocenti e Matteo Zoppini di Fratelli d’Italia, Alessandro Giovannini e Gabriele Franchi di Cittadini Per, Flavia Maurri del M5S e Roberto Viti di Obbiettivo Comune) alla maggioranza di Imprueta Comune Aperto, che nei giorni scorsi li aveva accusati di andare contro i cittadini.

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“Nel consiglio comunale nel quale si sarebbero dovute votare le controdeduzioni al piano strutturale – dicono i consiglieri di opposizione – la maggioranza non è riuscita a garantire il numero legale, finendo per dare la colpa alle opposizioni. Che secondo il loro modo di vedere avrebbero dovuto sopperire addirittura alla loro incapacità di fare un appello che si fa dall’asilo”.

“Ebbene – rimarcano – questi vorrebbero governare un Comune e non sono in grado di fare un appello prima di un voto, a maggior ragione così importante come quello delle controdeduzioni sul piano strutturale”.

“Per quanto ci riguarda – puntualizzano – abbiamo chiesto più volte di poter utilizzare più tempo per le discussioni in consiglio comunale, come più tempo per poter trattare gli atti ispettivi o propositivi dei consiglieri comunali”.

“E ci è sempre stato risposto – ricordano – che ci si sarebbe dovuti attenere a quanto dice il Regolamento sul funzionamento del consiglio comunale. Regolamento che, come più volte sottolineato, è in più parti incostituzionale e in larga parte incomprensibile anche solo nella lingua italiana, senza parlare del lato giuridico”.

“Noi – concludono – non abbiamo fatto altro che chiedere (come la maggioranza finora sempre chiesto ed ottenuto) il rispetto del regolamento che loro vorrebbero utilizzare a loro esclusivo piacimento essendone padroni e unici detentori. Le regole o valgono per tutti o non valgono per nessuno”.

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