“Nei giorni scorsi abbiamo letto della moglie del sindaco di Firenze, Dario Nardella, impegnata come manager della campagna elettorale dell’assessore Andrea Vannucci, candidato in consiglio regionale per il Pd, sponsorizzato direttamente da quello che dovrebbe essere il primo cittadino di Firenze; questa mattina, abbiamo trovato addirittura un manifesto elettorale di Massimiliano Pescini, altro candidato del Pd alle elezioni regionali, affisso abusivamente sul portone dell’ufficio del sindaco di Impruneta, Alessio Calamandrei. Ma questa gente lo sa che le sedi istituzionali e le case del popolo sono luoghi differenti?”.
A dirlo sono Francesco Torselli, capolista di Fratelli d’Italia a Firenze per le prossime elezioni regionali e Matteo Zoppini, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Impruneta.
“Le istituzioni – spiegano Torselli e Zoppini – appartengono a tutti i cittadini e coloro che sono eletti a rappresentarle devono tenere comportamenti consoni e rispettosi”.
“Siamo ben a conoscenza – incalzano – del terrore che in questi giorni si sta impadronendo degli esponenti della sinistra toscana, mai come adesso vicini a perdere quelle poltrone sulle quali siedono da mezzo secolo, ma vedere sindaci impegnati a fare gli spin doctor dei candidati alle elezioni regionali è alquanto svilente”.
“Vogliamo ricordare – concludono i due esponenti di Fratelli d’Italia – a Nardella e Calamandrei che il loro ruolo è quello del sindaco e non del funzionario di partito”.
“Se hanno così voglia di organizzare la campagna elettorale a Vannucci e Pescini – suggeriscono – lascino la fascia tricolore ad altri”.
“Non sappiamo – concludono ironici – se, ad avere Nardella e Calamandrei come spin doctors, Vannucci e Pescini ci guadagnerebbero o meno, ma sicuramente a guadagnarci sarebbero i cittadini di Firenze e di Impruneta a non avere più loro due come sindaci”.
“Avevo messo quel manifestino in attesa della visita di Pescini – spiega il sindaco Calamandrei – e dopo poche ore l’ho tolto. In pratica c’è stato una notte. Peraltro, essendo gli uffici chiusi al pubblico, nessun cittadino sale al piano”.
“Peraltro – conclude Calamandrei – era da luglio che in Comune non si rivedeva un consigliere di opposizione. Lieto che qualcuno si sia affacciato”.
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