spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
lunedì 12 Gennaio 2026
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Via Scopeti, immobilizzata e rapinata, il racconto dell’83enne e della figlia: “E’ stata una esperienza atroce”

    "In pratica l'hanno sequestrata per mezz'ora, bloccata con la forza". L'83enne: "C'è cattivo odore, è il gas, deve stare ferma - mi dicevano - Ma era il flessibile che stava tagliando la mia cassaforte"

    SCOPETI (IMPRUNETA) – Stamani abbiamo dato la notizia dell’83enne di Tavarnuzze (via Scopeti, lato imprunetino) rapinata nella mattinata di venerdì 9 gennaio scorso da un falso tecnico del gas e dai suoi complici.

    83enne bloccata in casa mentre le aprono la cassaforte: la truffa si trasforma in rapina in via Scopeti

    Con la signora e con la figlia abbiamo fatto una chiacchierata. Per farci raccontare dalla loro viva voce cosa è avvenuto fra le 12.30 e le 13 dello scorso venerdì.

    “La mamma ora sta discretamente – esordisce la figlia – In poche parole l’hanno sequestrata per mezz’ora. L’hanno tenuta bloccata con la forza, da dietro, per le spalle, mentre aprivano la cassaforte. E’ stata una esperienza atroce”.

    “Io l’avevo “addestrata” bene in merito alle truffe – prosegue – dicendole sempre di non aprire a nessuno: è una donna sveglia, ha capito sempre quello che le spiegavo”.

    E quindi, cosa è successo? “Attorno alle 12.30 del 9 gennaio si è presentato questo falso tecnico del gas. Per l’appunto, avevamo riparato la caldaia la sera del 7 gennaio”.

    “Lei ha risposto dalla finestra – continua nel suo racconto la figlia – al piano terra, protetta dalle inferriate, non aveva nessuna intenzione di aprire”.

    “Ma ha iniziato a insistere – interviene la mamma – dicendomi che era tutta la mattina che era in giro, che c’erano fughe di gas, problemi su tutta la strada, possibili esplosioni, che era stato messo il metano nell’acqua. Mi ha messo una gran paura e alla fine ho aperto”.

    “Una volta entrato – riprende la figlia – ha fatto entrare un secondo uomo. Lei si è a accorta subito di quel che stata accadendo e ha iniziato a urlare: andate via, andate via. Non viviamo isolati, ma nelle case attorno noi familiari eravamo tutti al lavoro, mentre la vicina di casa non ha sentito niente”.

    “L’uomo che aveva finto di essere un tecnico del gas – prosegue il racconto dell’83enne – mi bloccava per le spalle, all’altezza del collo. Io volevo uscire per chiamare qualcuno, mentre quello che era entrato è salito al piano superiore. Intanto l’uomo che mi teneva ferma mi faceva girare di qua e di là”.

    “Hanno aperto la cassaforte al piano superiore – aggiunge la figlia – Poteva avere anche un malore: è una persona cardiopatica, portatrice di pacemaker. Quando siamo arrivati era in delle condizioni che non le dico, mi si stringe il cuore a ripensarci”.

    “Hanno svaligiato tutto – commenta affranta – Gioielli, ricordi di una vita, mi sento male solo a pensarci: oggetti conservati di generazione in generazione. Mettendo tutta nella sua borsa come sacca di raccolta, documenti compresi. Fuggendo su una specie di utilitaria, chiara”.

    “A quel punto è riuscita ad allarmare la vicina – conclude la figlia – poi è stato chiamato il 112. Purtroppo non siamo ancora resettati sulla pericolosità di questo mondo oggi: per noi le nostre cose preziose erano in cassaforte, abbiamo le sbarre alle finestre, c’è sempre qualcuno in casa… . Ma non è bastato”.

    Salutiamo la mamma, che ci parla con la voce ancora rotta e piena di timore per quanto avvenuto: “Sente? Mi diceva quello che mi teneva bloccata (parlava italiano abbastanza bene, non era toscano), mentre avevano chiuso una porta per non farmi capire quel che stava accadendo. C’è cattivo odore, è il gas, lei deve stare ferma. In realtà quello era l’odore del flessibile che stava tagliando la mia cassaforte”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...