Il Dit’Unto 2026 a Villa a Sesta.
L’anticiclone del Bigi di Villa a Sesta ha permesso una tipica giornata di maggio incoronando ottobre, donando quel calore che non ha snaturato – bensì reso più sgargianti – i colori delle foglie tenui come i violini d’autunno.
Nel magico villaggio gallico di Asterix in piena Berardenga, fin dalle prime ore del mattino, si è riversata una quantità immane di persone che ordinatamente e in letizia si sono messe in fila per degustare le prelibatezze che i tanti chef si sono adoperati a comporre per proporre raffinatezze che non sono proprio da tutti i giorni.
Sembra impossibile che una piccola comunità di persone come Villa a Sesta sia riuscita a mettere in moto una così grande e articolata manifestazione, suscitando così tanta partecipazione e interesse, generando voglia di esserci e tornare, cerchiando di rosso nel calendario la seconda domenica di ottobre.
Una piccola comunità coesa che durante l’anno crea e inventa una miriade di iniziative ludiche, culturali o della memoria, che si rimbocca le maniche – curando i più piccoli dettagli – e accoglie sempre con un grande affetto equamente corrisposto a tutti i partecipanti.
In giro per l’universo ci sono tante manifestazioni gastronomiche, ma Villa a Sesta è riuscita a coniugare il buono e il bello racchiuso nell’unicità di un bocciolo aggomitolato di sentimento.
Andrea Pagliantini
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