Egregio direttore.
Sento sempre più spesso persone che parlano di valori di diritti e di doveri e poi nei fatti si comportano non di conseguenza.
Una piccola comunità, quella di Tavarnuzze/Impruneta che si proclama attenta agli altri.
Con mio marito e i nostri figli abbiamo faticosamente rimesso a posto terreno e casa, senza aiuti esterni con tanta fatica, per mancanza di risorse purtroppo.
Rispetto, diritti e doveri sono i valori oltre a impegno e amore che cerchiamo di trasmettere ogni giorno ai nostri figli
Cerchiamo di tutelare il territorio rendendolo bello con sforzo personale e con l’aiuto di qualche amico.
Nella fattispecie collaboriamo con il comitato delle Rose, pulendo sentieri, bagnando siepi comunali, segnalando problemi di sicurezza.
Credo sia il modo giusto di partecipare alla comunità, oltre ad aiutare chi non ha di che campare.
Ho molta rabbia invece per chi non rispetta la proprietà pubblica e quella privata, chi distrugge panchine e imbratta muri.
Ma anche chi taglia reti o chi arriva nel tuo giardino pensando sia un suo diritto passeggiare o venire in bicicletta ovunque, anche saltando muri e scavalcando reti.
Spero che le famiglie si impegnino per educare i figli al rispetto degli altri e delle altrui cose, e a quanta fatica e tempo ci vuole per costruire e quanto poco (e infame) è distruggere.
L’educazione è l’investimento più grande per la società di oggi e di domani e credo che questo possa generare un vantaggio per tutti.
Lettera firmata
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