SAN CASCIANO – E’ una fortuna avere nel territorio sancascianese e chiantigiano persone come Tommaso Nuti.
Che con i loro scatti e i loro racconti ci descrivono un legame profondo con la natura, con i suoi tempi e i suoi abitanti, con la sua sincera grazia e meraviglia.
Sancascianese da molti anni, Tommaso spende larghissima parte del suo tempo libero fra foto trappole, boschi, lunghe attese e camminate.
Per cogliere quell’attimo speciale, quel momento che lo ripaga di tanto impegno. E che, per quanto ci riguarda, ci fa spesso esclamare di stupore.
E’ il caso di uno dei suoi ultimi scatti in territorio chiantigiano, quello che ha immortalato il lupo… equilibrista. In una immagine (che vedete in alto) a dir poco spettacolare.
“Ci sono fotografie che hanno bisogno di essere raccontate – la descrive così Tommaso – Questa è una di quelle, soprattutto perché si porta dietro molte cose: un lungo periodo di attesa, iniziato con l’osservazione di un comportamento “anomalo”; il tempo necessario per capire come realizzare un’immagine che, con ogni probabilità, sarebbe stata un’occasione unica e irripetibile, senza possibilità di miglioramento; fino all’ultimo istante, quello dello scatto vero e proprio, in cui ti giochi tutto”.
Poi, ci fa entrare nel suo… mondo: “Lavorare con le trappole fotografiche è così: basta un niente. Un flash che non parte, un sensore che si spegne, dello sporco sulla lente dopo un temporale, o un’impostazione che non avevi modificato, e perdi tutto. Perché non sei lì, e non puoi avere il controllo diretto della situazione”.
“Ma è anche questo il bello – continua – La pianificazione di uno scatto che hai in testa è estremamente gratificante, anche se non sei tu a premere il pulsante. Hai fatto di tutto per farlo accadere, arrivandoci attraverso l’osservazione e lo studio del soggetto”.
Ma veniamo… al lupo equilibrista: “C’è un punto in un bosco che, negli ultimi due o tre anni, è stato il set di numerose fotografie che ho realizzato. Un vecchio albero, caduto dopo un temporale su una recinzione, è diventato nel tempo un punto di passaggio per molti animali: volpi, caprioli, tassi, istrici e… lupi”.
“Avevo già installato una fotocamera perpendicolare a quel corridoio – continua – e una telecamera Reolink per monitorare la situazione in diretta. Ebbene, c’era un lupo (sempre lo stesso) che un paio di volte al mese, invece di attraversare il varco come tutti gli altri animali, saltava sul tronco e percorreva quella passerella a mo’ di equilibrista!”.
“Cercai di capire come riuscire a posizionare l’attrezzatura sotto il tronco senza destare sospetti – spiega la sua cura maniacale per riuscire a immortalarlo – come collocare flash e sensore, che doveva attivarsi all’istante, perché quel passaggio sul tronco durava al massimo due secondi. Una mattina decisi di montare tutto con cura e incrociai le dita. Passano giorni. Settimane. Niente”.
Si arriva a… quel momento: “Una notte il telefono vibra. Apro la diretta e vedo il lupo che sta per salire sul tronco. Ci sale, ma la macchina non scatta. Mi sarei messo a piangere, convinto di aver perso l’occasione. La sorpresa arrivò tre giorni dopo, quando andai nel bosco a controllare l’attrezzatura dopo un temporale”.
“Arrivo alla fotocamera – conclude – la accendo, controllo la scheda SD svogliatamente e… sorpresa. Proprio in uno dei giorni in cui non avevo ricevuto alcun avviso, il lupo esibizionista era passato. La telecamera Reolink non lo aveva rilevato, ma la reflex trap sì. Silenziosa. Invisibile. Precisa”.
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