Mercatale dice addio a uno dei suoi personaggi storici: a 83 anni muore Impero Ottaviani

Il ricordo del nipote Gianmarco: "Ci ha lasciato splendidi ricordi. E la speranza che la vita, se vissuta con felicità e gioia, è veramente bella"

MERCATALE (SAN CASCIANO) – “Ieri è morta una persona cara a tutto il paese di Mercatale: sempre presente, disponibile, aiutava tutti. Ma, soprattutto, era sorridente e sempre felice”.

A parlare è Gianmarco Ottaviani. Che contatta la redazione del Gazzettino del Chianti per ricordare suo nonno, Impero Ottaviani, venuto a mancare all’età di 83 anni.

Il funerale si terrà domani, giovedì 24 novembre, alle 9.30 nella chiesa di Santa Maria a Mercatale.

“Era amato da tutti – racconta ancora Gianmarco – tutti i giorni andava in piazza, comprava il giornale e si metteva con gli altri amici “anziani” sotto l’arco del Centro Lotti”.

“Passavano lì le ore – prosegue – chiacchieravano e si tenevano compagnia. Ma nonno Impero era sempre quello che animava e teneva compagnia più di tutti”.

“Conosciuto da tutto il paese – sono ancora parole del nipote – dalla parrocchia alla casa del popolo, c’era sempre anche per le feste in piazza”.

Poi il pensiero va ai ricordi, dolcissimi: “Sono nato e cresciuto con lui. Con il nonno facevamo sempre cene e feste nel suo campo, in via Fratelli Cervi. Lui era innamorato di quel campo, eravamo sempre lì”.

“Da qualche anno – ci dice – ho preso io la “gestione”. Con lui però facevamo l’orto, avevamo gli ulivi, un frutteto. E persino le api, anche se lui era allergico. Passava qui le giornate, e se non era qui… era in piazza. Sempre”.

Ci racconta meglio chi era Impero Ottaviani: “Prima faceva l’autotrasportatore, poi ha avuto per lungo tempo una ditta di movimenti terra. E negli ultimi anni, fino al periodo del Covid, lavorava con la sua moglie, Giuliana, con due furgoni: alla ex Eudania, poi diventata Cir Food. Prima ai Bottai, poi alla Sambuca”.

“Prima degli ultimi 15-20 giorni stava bene – sono ancora parole del nipote – andava sempre in piazza. Ed abbiamo persino colto le olive insieme, ai primi di novembre”.

Gianmarco che conclude così: “Ci ha lasciato non solo il suo ricordo, il suo sorriso e i suoi tanti insegnamenti. Ma anche la speranza che la vita, se vissuta con felicità e gioia, è veramente bella”.

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