“In quale modo vengono assistiti in Toscana i pazienti guariti dal Covid-19?”

"Mi piacerebbe conoscere la verità e sarei ben contenta di essere smentita poiché anche amici e parenti che sono stati ricoverati, non hanno avuto assistenza post-Covid"

Quest’estate ho letto online la notizia che l’equipe del professor Bonfanti del San Gerardo di Monza aveva creato un ambulatorio innovativo per i percorsi di follow up dei pazienti guariti (ma ancora con postumi) dal Covid-19.

Un progetto di studio per la struttura ospedaliera ed alla stesso tempo un aiuto concreto per i pazienti che accusavano ancora, dopo mesi, noiosi e pesanti sintomi post Covid.

Ho cercato notizie al riguardo per quanto riguarda la Regione Toscana ma ho trovato solamente la notizia che l’ex presidente Rossi aveva creato una iniziativa simile e quest’estate erano stati seguiti circa 500 guariti dal virus.

Ho contattato la Regione Toscana ed altri enti ma nessuno ha saputo darmi notizie attuali per questo tipo di percorsi.

Non trovo giusto che l’assistenza ai guariti si sia fermata all’estate, soprattutto dopo queste successive e pericolose ondate.

Ecredo che sarebbe stato giusto che coloro che hanno superato la malattia con sintomi importanti avessero avuto la possibilità di effettuare quei due/tre esami inerenti alla malattia in maniera gratuita o con agevolazioni economiche.

Mi piacerebbe conoscere la verità e sarei ben contenta di essere smentita poiché anche amici e parenti che sono stati ricoverati, non hanno avuto assistenza post-Covid, mentre online veniva pubblicizzato questo aiuto con grandi lodi. 

E vorrei anche esprimere una mia opinione di merito verso i rari comportamenti altruisti degli anziani che hanno chiesto di cedere la loro dose di vaccino a categorie fragili o a genitori di ragazzi con problemi di salute.

Una stima profonda per loro, per il loro altruismo.

A differenza di molti anziani che innanzitutto dovrebbero e potrebbero starsene in casa o comunque evitare tutto il giorno di stare in giro senza motivo, che sono negazionisti e che non usano le protezioni tenendo abbassata la mascherina o indossando giorni e giorni sempre la stessa. 

Loro hanno già ricevuto il vaccino e tutte le categorie di persone dai trenta/quaranta anni in su con patologie, pazienti oncologici e che hanno reali problemi di salute quando lo avranno?

Perché l’età non va di pari passo con le patologie purtroppo. Chi lavora, chi sta a contatto con il pubblico e che non ha la possibilità di starsene in casa, a riguardo, quando riceverà la vaccinazione, mi chiedo.

Fortunatamente ho letto giorni fa che sono stati rivisti i criteri di scelta e sono state create nuove fasce prioritarie. Perché adesso i reparti Covid e le terapie intensive sono piene di giovani e purtroppo anche di bambini. 

Ci vorrebbero sane rivoluzioni.

Ilaria Borsieri

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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