“Sabato 31 ottobre passeggiata a Badia a Passignano: ecco perché non perdersela…”

"Si tratterà di un evento con un mix di storia, spiritualità e natura che intende ricostruire a grandi linee la storia della millenaria abbazia attraverso la visita dei luoghi circostanti il complesso architettonico benedettino"

Egregia redazione, mi è parsa cosa opportuna e spero di fare cosa gradita informarvi in merito alla passeggiata storica che la locale Pro Loco organizzerà il 31 ottobre a Badia a Passignano.

Si tratterà di un evento con un mix di storia, spiritualità e natura che intende ricostruire a grandi linee la storia della millenaria abbazia attraverso la visita dei luoghi circostanti il complesso architettonico benedettino e che hanno fatto la storia dell’abbazia stessa.

In primis la zona de “La Piazza” (ancora oggi chiamata così dal nome del podere circostante) dove Giovanni Aretino narra che San Zanobi, vescovo di Firenze, nel 395 edificò un ampio cenobio dove pose dodici monaci con il loro abate.

Storici successivi hanno attribuito la fondazione del monastero a un certo Sichelmo circa l’anno 890 (de officio Sichelmi qui hoc monasterium aedificavit).

Altri storici hanno intrapreso poi una via conciliativa attribuendo a San Zanobi la fondazione e a Sichelmo la ricostruzione qualche secolo dopo.

Faremo una passeggiata sul poggio di Castelrotto, probabile sede del guardingo longobardo (il fatto che la chiesa abbaziale sia intitolata a San Michele Arcangelo la dice lunga sul probabile motivo di tale intitolazione, visto il particolare culto tributato all’angelo guerriero da parte del popolo germanico).

Non mancherà una visita alla chiesa di San Biagio con i suoi affreschi cinquecenteschi. Il primo cenobio fu fatto qui costruire dall’abate Leto nel 1080 (la chiesa nelle forme attuali è dovuta all’abate Niccolò Gianfigliazzi nel 1349).

Questo abate, osservantissimo delle regole monastiche, non volendo che le cure (da qui il termine curato di manzoniana memoria e ancora in uso tra gli anziani delle nostre campagne) parrocchiali impedissero i suoi monaci nell’esercizio del loro istituto, fece appunto costruire l’originario oratorio di San Biagio, accanto al Monastero, al quale annesse la cura, disunendola dalla Chiesa di San Michele e vi pose a parroco un prete secolare.

Come ci scrive don Germano Fornaciari, parroco a Passignano a inizio Novecento, Leto lasciò la Chiesa di San Biagio indotata affiche non avesse in verun tempo a distaccare dalla Chiesa madre e fosse inappetibile a chiunque aspirasse alle entrate beneficiali (pleno iure spectat ad Monachos Passiniano è l’iscrizione in pietra sull’architrave).

Non mancherà una visita alla Cappella dei Pesci a memoria della pesca miracolosa in occasione dell’incontro tra San Giovanni Gualberto e Papa Leone IX nel 1050 e, tempo e forze permettendo, un’occhiata in esterno alla casa natale di Domenico Cresti situata nel podere di Po(u)gliano, poco sopra la Cappella dei Pesci, dove il padre di Dommenico, a nome Michele, lavorava.

Qui la lapide sulla facciata ci ricorda che “l’anno del signore 1558 nasceva in questa casa il pittore Domenico Cresti cognominato il Passignano dalla prossima badia dei monaci vallombrosani, primi a intravederne la forza, il genio e ad avviarlo ed incoraggiarlo all’arte. Morì nel 1638”.

Faremo anche una passeggiata per il paese a ricordare il percorso dell’acquedotto fino all’acquisto del complesso architettonico da parte dei Conti Dzieduszycki, l’apertura della strada tra le case del borgo, il muro bugnato con l’attuale viale di accesso alla chiesa, la Cappella del Morandello, edificata nel 1584 con le offerte raccolte dalla Compagnia di San Biagio.

La cappella ha subito un recente restauro finanziato dalla dottoressa Bertol. Ma che cosa è la “Compagnia” diranno i miei venticinque lettori?

Detto in due parole (per necessaria brevità, non certo per l’importanza storica) è un’associazione di persone esistente a Badia fin dal 1500 come ci scrive l’abate Maccioni in una ricordanza, con uno Statuto e delle cariche come Governatore e Consiglieri.

Il compito istituzionale, a carattere preminentemente religioso, era (ed è) quello di assistere i monaci nei vari riti religiosi, effettuare pellegrinaggi a Santuari e luoghi di culto, provvedere a tramandare nei secoli riti religiosi e tradizioni del luogo (processioni etc.) , assistere gli ammalati, aiutare i bisognosi, seppellire i morti.

Col passare dei secoli certi compiti sono in parte variati e limitati ma la Compagnia a Badia esiste ancora e si chiama Compagnia di San Giovanni Gualberto. Al termine della passeggiata è prevista (per chi lo desidera) anche la visita interna dell’abbazia a cura dei monaci.

Per dettagli e modalità di partecipazione alla passeggiata accludo alla presente la relativa locandina. Mi è gradita l’occasione di inviare a tutta la redazione i miei saluti, l’augurio di buon lavoro e un sincero grazie per l’importante opera di comunicazione a tutto tondo svolta a servizio del territorio a livello culturale, economico, storico e turistico. Come studioso e appassionato della storia dell’abbazia di Badia a Passignano resto a disposizione per dettagli e informazioni in merito.

Paolo Bramanti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Scrivi anche tu... al Gazzettino del Chianti!

Devi segnalare un disservizio? Contattare la nostra redazione? Scrivere una lettera al direttore? Dire semplicemente la tua? Puoi farlo anzi... devi!

Scrivici una mail a: redazione@gazzettinodelchianti.it

Leggi anche...