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giovedì 12 Febbraio 2026
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    Luigi Benassai, in arte “Grey” (il mimo che porta Firenze nel mondo) stasera al Teatro Boito di Greve in Chianti

    L'iniziativa si inserisce nell'ambito della rassegna di cinema e teatro promossa dall'assessorato alla cultura

    GREVE IN CHIANTI – Il corpo parla più delle parole e nel silenzio, nella poetica leggerezza della pantomima il siciliano Luigi Benassai, 50 anni, originario di Messina, ha riscoperto il senso più profondo della vita, ha conosciuto meglio se stesso e gli altri esplorando un cammino artistico che a diverse latitudini ha toccato la ricchezza e la varietà culturale dei territori e dei popoli che ha incontrato e da cui si è lasciato ispirare.

    Da almeno 25 anni l’artista di strada che ha diffuso il patrimonio culturale di Firenze, studiando al fianco di grandi nomi del cinema e del teatro italiano, ha scelto di dedicarsi al linguaggio gestuale e di puntare sull’azione mimica per strappare un sorriso e far sognare.

    Un viaggio iniziato nelle piazze e per le vie della città gigliata, ampliato negli anni successivi nei musei e nei teatri di tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone attraversando da varie città dell’Europa.

    Il percorso di Luigi Benassai, che risiede da anni tra le colline ad alta quota di Greve in Chianti, farà tappa per la prima volta sul palcoscenico chiantigiano, il Boito, questa sera alle ore 21.15 con una performance che accoglierà il pubblico già dalle ore 21 vestendo i panni del suo straordinario personaggio, “Grey”, un clown bizzarro che vuole entrare i contatto con questi sconosciuti, gli alieni umani, per approfondire ed estendere il suo sguardo sulla realtà che offre sempre una speranza, una luce, un battito di ali a chi ne sa cogliere la leggerezza e la profondità.

    Nell’ambito della rassegna di teatro e cinema che l’assessorato alla Cultura del Comune di Greve in Chianti ha promosso e realizzato “Grey” si lascerà conoscere ed esplorare in forma live e sul maxischermo con la narrazione cinematografica che racconta la sua vita.

    La serata propone infatti la proiezione del film a lui dedicato “Mimo Portrait of a modern mime” con Luigi Benassai, per la regia di Tara Vessali che farà sorridere e inviterà il pubblico a riflettere sull’esperienza artistica di un uomo che considera l’arte come un atto d’amore verso il prossimo, che ha investito la propria vocazione sul valore della relazione umana, nutrita quotidianamente con l’empatia, l’ironia e il desiderio di arricchirsi attraverso l’esperienza condivisa.

    “Ognuno nasce per fare qualcosa, per quella strada, passione – dichiara Benassai – talento che sente di approfondire nella sua adesione e scoperta dei labirinti della vita, l’arte pantomimica mi permette di parlare con tutti, è un linguaggio universale e introspettivo che ci permette di guardarsi allo specchio, di raccontare la realtà con ironia, è ciò che faccio portando in viaggio il mio personaggio “Grey”, un essere curioso, bizzarro, che non smette di cercare la verità nella dimensione onirica che ricrea ad ogni movimento del volto e del corpo e condivide con il pubblico”.

    “Nasce da una mia personale rielaborazione della commedia dell’arte in chiave contemporanea – aggiunge – che si caratterizza per il suo singolare rapporto con gli umani da cui cerca sempre di cogliere il buono, la capacità di alzarsi da terra e volare, un desiderio che accomuna tutti, nella realtà e nella fantasia”.

    “E’ un’arte un po’ dimenticata che invece mi piacerebbe si coltivasse nei teatri come nelle scuole – conclude l’artista – i giovani, mai come in questo momento, avrebbero bisogno di scoprire quello che sono e di ritrovarsi nel contatto “reale” con i coetanei, la socialità più autentica sta nella piazza non nella tavoletta elettronica chiamata smartphone, la mia speranza è che l’arte del mimo possa divenire una possibilità, un’opportunità di crescita di conoscenza, un approccio diverso per apprezzare la bellezza dell’esistenza e il fatto che non siamo nulla senza l’altro”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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