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giovedì 19 Febbraio 2026
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    “Etichette” a scuole Bagno a Ripoli, il sindaco Pignotti a Michelotti (FdI): “Non normalizziamo questa mozione”

    Il sindaco replica al coordinatore regionale di Fratelli d'Italia in Toscana: "Dire che la mozione vuole accendere un faro sulle nostre scuole è grottesco"

    BAGNO A RIPOLI – “Le parole di Michelotti mi sorprendono più della mozione stessa. Immagino il suo imbarazzo nel dover rispondere a una vicenda del genere. Dire che la mozione vuole accendere un faro sulle nostre scuole è grottesco. È un testo che tutto sembra voler chiedere tranne che una scuola libera, caso mai l’esatto opposto”.

    Così il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Pignotti, dagli studi di Telegram a Toscana Tv replica al deputato Francesco Michelotti, coordinatore regionale di FdI in Toscana, in merito alla mozione FdI per “schedare” le scuole a Bagno a Ripoli.

    “Michelotti dice che nei consigli comunali ormai si vede di tutto – aggiunge il sindaco Pignotti – ecco vedere mozioni come questa no, non è normale”.

    “Non è normale e non va normalizzato – conclude – in una società democratica in cui le scuole sono libere, in cui i docenti fanno meritoriamente il loro lavoro, chiedere di etichettare le scuole affinché i genitori “non mandino a indottrinare i propri figli””.

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    “Ho letto la mozione – aveva detto Michelotti a margine di un incontro con la stampa – e credo che Fratelli d’Italia abbia voluto accendere un faro su un problema che esiste, quello della mancanza di libertà e di pluralismo all’interno delle scuole e degli istituti, che noi denunciamo da tempo”.

    “Gli orientamenti politicizzati di alcuni docenti – aveva proseguito – esistono, raccogliamo spesso denunce anche di famiglie e genitori. La mozione mi sembra molto provocatoria, ovviamente e anche i firmatari hanno detto chiaramente che l’intento era quello, tanto è vero che poi non verrà messa ai voti”.

    “Però credo ci sia il merito di aver acceso un faro su un tema che esiste – ha ribadito il coordinatore regionale FdI – Vogliamo una scuola libera, plurale, trasparente, dove i ragazzi non vengano indottrinati, ma che vengano accompagnati nel processo formativo in maniera libera, così come si aspettano le famiglie”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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