BAGNO A RIPOLI – Meno umidità, meno rischi di deterioramento per la Fonte della Fata Morgana.
Si sono conclusi i lavori di restauro idraulico alla “Casina delle Fate”, come viene chiamato a Grassina il suggestivo Ninfeo cinquecentesco realizzato dal Giambologna.
L’intervento realizzato dal Comune per arginare gli effetti dell’umidità sulla fragile e preziosa struttura è stato cofinanziato con 40mila euro, provenienti da un bando dell’Autorità Idrica Toscana per la tutela del patrimonio idrico e culturale del territorio.
Nel dettaglio sono stati restaurati e ripristinati gli antichi acquidocci e i drenaggi per l’allontanamento delle acque di monte. Un lavoro indispensabile per proteggere il Ninfeo da infiltrazioni e danni strutturali.
L’intervento è stato realizzato dalla ditta Sansone Srl di Pelago, i lavori sono stati diretti dall’ingegnera Costanza Cioni, con la direzione operativa dell’architetto Stefano Buonavoglia e il coordinamento del responsabile unico del progetto, ingegnera Sheila Cipriani, dirigente dei servizi tecnici al territorio del Comune.
“Era un passaggio fondamentale per la conservazione di uno dei luoghi simbolo di Grassina e del nostro territorio – commenta il sindaco Francesco Pignotti – Solo il primo passo di un progetto di valorizzazione e restauro più ampio per cui il Comune ha stanziato 200mila euro. Il nostro obiettivo è mettere in sicurezza il Ninfeo per poterlo restituire quanto prima alla collettività”.
“La valorizzazione della Fonte – afferma l’assessora alla cultura Paola Nocentini – è una delle priorità di questo mandato. È una struttura bellissima e fragile, che richiede una manutenzione costante e un impegno economico che il Comune da solo non può sostenere. Il gioco di squadra è fondamentale per la salvaguardia. Per questo ringraziamo l’AIT per il prezioso sostegno, che segue l’esempio di altre realtà scese in campo nel tempo per la Fonte, come Artigianato e Palazzo”.
“L’intervento anti-umidità – spiega l’assessore ai lavori pubblici Corso Petruzzi – ha coinvolto innanzitutto la rete di manufatti idrici agricoli circostanti al Ninfeo, per salvare le murature esterne dall’umidità. Sono state realizzate opere di risanamento conservativo sul retro dell’edificio, collocato alle pendici di Fattucchia. Recuperati anche gli antichi acquidocci già esistenti per recapitare le acque di superficie nella fognatura storica”.
Sindaco e assessori hanno effettuato un sopralluogo al Ninfeo insieme ai tecnici del Comune e al direttore di AIT Alessandro Mazzei. Per l’occasione è stata collocata una targa di ringraziamento ad AIT.
“Siamo molto felici di aver contribuito ad avviare un progetto di recupero e restauro di una opera così importante dal punto di vista architettonico, culturale e anche della risorsa idrica perchè è una preziosa fonte di acqua che potrà essere messa a disposizione della cittadinanza una volta completata l’opera di recupero”, ha affermato il direttore Mazzei.
Obiettivo dell’intervento era ridare efficienza alla rete già esistente di deflusso delle acque superficiali del versante che finora ristagnando causavano il deterioramento delle pareti esterne della Fonte. Sono inoltre state effettuate le opere preparatorie per le successive indagini e gli interventi previsti per il restauro dell’intero edificio.
Già stipulata a tale proposito la convenzione con la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e paesaggio per la progettazione.
L’intervento è stato progettato dall’ufficio dei Lavori pubblici del Comune in convenzione con la Soprintendenza, con la collaborazione del funzionario architetto Michele Cornieti.

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