BAGNO A RIPOLI – Incoraggiata forse dal crescente autoritarismo del governo Meloni, che si esprime nella generalizzata criminalizzazione del dissenso con il decreto sicurezza e nelle riforme costituzionali tese a scardinare il principio di indipendenza della magistratura e ad accentrare il potere nel capo del governo, la destra ripolese mostra il suo vero volto”.
A dirlo è il MoVimento 5 Stelle di Bagno a Ripoli. Che ricostruisce così gli ultimi di Fratelli d’Italia.
“Prima – dicono dal M5S – chiedendo di cacciare Silvia Innocenti Becchi dalla Commissione Pace per una vicenda legata alla sua attività di insegnante, che ben poteva essere
chiarita in ambito scolastico senza intromissioni della politica, e per presunte sue posizioni espresse nell’esercizio del libero insegnamento”.
“Poi – proseguono – con la delirante mozione che chiede di integrare la denominazione degli istituti scolastici con etichettature tese ad identificarne gli orientamenti politici”.
“Mozione quest’ultima – sottolineano – talmente assurda nel fare strage di svariati articoli della Costituzione da apparire palesemente provocatoria, essendo evidente che nella Bagno a Ripoli della Brigata Sinigaglia e della scuola di Marcello Trentanove non passerà mai”.
“E infatti – rimarcano dal M5S – gli stessi consiglieri di FdI lo hanno subito riconosciuto, affermando di voler soltanto sollevare un dibattito in consiglio comunale su presunte lezioni politicizzate che verrebbero effettuate nelle scuole del territorio”.
“Di certo – puntualizzano – il dibattito non si sollecita in questo modo, per motivazioni poi talmente generiche e palesemente orientate da risultare del tutto inconsistenti. I consiglieri di FdI se ne facciano una ragione: una scuola libera, democratica, laica, basata su valori come il ripudio della guerra, la condanna di crimini internazionali come il genocidio e il rifiuto di ogni discriminazione è senz’altro preferibile ad una scuola oppressa dalla propaganda fascista,
militarista e bellicista, confessionale e oscurantista, tesa non a formare cittadini dotati di spirito critico, che fanno molta paura a chi governa, ma a modellare automi utili solo alla cieca obbedienza”.
“Risulta quindi evidente – proseguono dal MoVimento 5 Stelle di Bagno a Ripoli – la pretestuosità di una simile iniziativa e ci si domanda se il reale intento di queste mozioni provocatorie non sia quello di sollevare polveroni con fuffa inconsistente per distogliere l’attenzione dai veri attacchi portati alla nostra democrazia. Non solo con i vari decreti
sicurezza, ma anche e soprattutto con le riforme costituzionali, prima fra tutte quella riguardante l’ordinamento giudiziario sottoposta a referendum”.
“Noi comunque non ci distraiamo – concludono – e continueremo a mantenere l’attenzione su questo tema, dando il nostro contributo al comitato referendario di Bagno a Ripoli, e sugli altri temi del nostro territorio, come il sistema ingiusto della Taric, la gestione del servizio rifiuti, il trasporto pubblico, l’ambiente e il consumo di suolo, la sanità, la scuola e le altre reali esigenze e problematiche della collettività”.
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