BAGNO A RIPOLI – “Dopo quanto accaduto nel consiglio comunale di Bagno a Ripoli, ho presentato una mozione in consiglio regionale della Toscana per ribadire un principio semplice ma fondamentale: la scuola pubblica non si etichetta, non si delegittima e non si trasforma in terreno di scontro ideologico”.
Così Francesco Casini, consigliere regionale di Casa Riformista, annuncia il deposito di una mozione ai sensi dell’articolo 175 del Regolamento interno, volta a tutelare l’autonomia scolastica e la libertà di insegnamento.
“La proposta avanzata dal gruppo di Fratelli d’Italia a Bagno a Ripoli – aggiunge – poi ritirata, era sbagliata sotto tutti i punti di vista. E a poco vale il suo tardivo ritiro: quando si arriva a mettere nero su bianco l’idea di classificare le scuole con etichette politiche o ideologiche, il danno politico e istituzionale è già stato prodotto. Arrivare a ipotizzare diciture come “politicamente schierata”, “ideologicamente comunista” o altre definizioni di questo tipo significa superare un limite grave, mettendo in discussione la professionalità dei docenti e l’autonomia delle istituzioni scolastiche senza alcun elemento concreto a supporto”.
“La scuola pubblica italiana – ricorda Casini, ex sindaco di Bagno a Ripoli – nel solco della Costituzione, è presidio di democrazia, pluralismo culturale e libertà di insegnamento. L’autonomia scolastica non è un dettaglio amministrativo, ma un pilastro dell’ordinamento. Alimentare sospetti generici di indottrinamento e proporre classificazioni ideologiche significa creare tensioni e diffidenze che non fanno bene né agli studenti né alle famiglie”.
Casini sottolinea inoltre l’intervento del presidente della Regione Toscana a sostegno delle istituzioni scolastiche ripolesi. E sottolinea: “Con questa mozione chiediamo alla giunta regionale di ribadire con forza il principio della piena autonomia degli istituti e di sostenere, in ogni sede opportuna, la libertà di insegnamento, vigilando affinché nessuna iniziativa istituzionale si traduca in forme di pressione o delegittimazione”.
“Il consiglio comunale – conclude Casini – così come il consiglio regionale, devono essere luoghi di confronto serio sui problemi reali delle comunità. Trasformarli in un ring politico permanente non serve ai cittadini. Difendere la scuola pubblica significa difendere la qualità della nostra democrazia”.
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