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martedì 17 Febbraio 2026
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    Scioperi Coop Tavarnelle, la Fisascat Cisl replica alla Cgil: “Singolare definire sbagliata la mobilitazione di lavoratori”

    Tensione fra sindacati. Gianni Elmi Andretti (segretario generale Fisascat Cisl Firenze Prato): "Ancora più sorprendente è la critica all'utilizzo dello sciopero come strumento di tutela"

    BARBERINO TAVARNELLE – E’ tensione fra sindacati attorno alla vicenda delle rivendicazioni e gli scioperi da parte dei lavoratori e delle lavoratrici del punto vendita Coop di Tavarnelle.

    Ieri la presa di posizione, molto dura, della Filcams Cgil nei confronti della Fisascat Cisl.

    Oggi è la stessa Fisascat Cisl, per bocca del segretario generale Firenze Prato, Gianni Elmi Andretti, ad esprimersi pubblicamente.

    “Lo sciopero – inizia Elmi Andretti – non è stato proclamato dalla Fisascat Cisl, ma dalla Rsu democraticamente eletta dalle lavoratrici e dai lavoratori”.

    “La nostra organizzazione – precisa – ha fatto ciò che riteniamo naturale per un sindacato: sostenere una decisione assunta in modo legittimo dai rappresentanti dei dipendenti, in presenza di criticità organizzative che da tempo vengono segnalate”.

    “Definire “sbagliata” o “controproducente” una mobilitazione decisa dalle lavoratrici e dai lavoratori stessi – riprende – appare singolare, soprattutto quando si riconosce l’esistenza di problemi concreti nel punto vendita”.

    “Ancora più sorprendente – dice ancora Elmi Andretti – è la critica all’utilizzo dello sciopero come strumento di tutela: lo sciopero non è una forzatura, ma un diritto costituzionalmente garantito e uno degli strumenti fondamentali dell’azione sindacale”.

    “La mobilitazione – rimarca il segretario provinciale Fisascat Cisl – non sostituisce il confronto già calendarizzato, né lo indebolisce. Al contrario, ne rafforza il significato, rendendo evidente che le questioni poste non sono astratte ma reali, sentite e condivise”.

    “La Fisascat Cisl Firenze Prato – tiene a evidenziare -non intende alimentare polemiche tra organizzazioni. Riteniamo però che quando le lavoratrici e i lavoratori scelgono democraticamente di far sentire la propria voce, il compito del sindacato non sia giudicarli, ma accompagnarli e rappresentarli con coerenza”.

    “In fondo – conclude – la credibilità di ciascuna organizzazione si misura in momenti come questi: non nelle dichiarazioni, ma nella presenza concreta accanto alle persone che rappresenta”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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