L’ultimo saluto a Luciano Berruti: mercoledì 16 agosto a Cosseria (Savona)

Il popolo de L'Eroica non farà mancare la sua presenza nel giorno dell'addio a un personaggio unico e irripetibile

GAIOLE IN CHIANTI – Luciano Berruti era e rimane una piccola leggenda umana che il popolo de L’Eroica saluterà mercoledì 16 agosto, alle 10.30, nella sua Cosseria (Savona).

 

Sicuramente momlti saranno lì in bicicletta per dare l'ultimo saluto a quell’omino dai baffi a manubrio che tutti chiamavano L’Eroico per via del suo aspetto ma soprattutto per ciò che Luciano rappresentava per il mondo; l’icona di un ciclismo fondato sul sacrificio, sulla fatica e sul sudore.

 

A migliaia ogni anno non vedevano l’ora che arrivasse la prima domenica d’ottobre per incontrarlo a Gaiole in Chianti che lo aveva nominato cittadino onorario.

 

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Luciano veniva da Cosseria, in provincia di Savona, ma sembrava fosse da sempre nel Chianti a pedalare lungo le strade bianche che gli ricordavano il ciclismo d’un tempo e la sua gioventù.

 

Luciano Berruti era un uomo sempre in fuga; dalla banalità e dal conformismo, dalla modernità e dalla superficialità che rimproverava spesso ai giovani d’oggi.

 

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Lui, che non sapeva cosa fossero i social, era l’uomo a pedali più fotografato, postato e amato al mondo perché quel suo aspetto così antico, ma mai vecchio, lo avvicinavano molto alla gente che amava sentire le storie che raccontava.

 

Storie di vita e di sport. Storie di gioia e sofferenza. Spesso di speranza di un futuro migliore, fondato sui valori più importanti della vita.

 

I suoi racconti iniziavano sempre dai suoi ferri; quelle biciclette senza tempo che in mano a lui prendevano vita e raccontavano di mestieri ed imprese, gioie e dolori. Di speranze mai sopite. E raccontava sorridendo, con gioia e serenità.

 

Il suo cuore era generoso ed altruista. Luciano non si negava. Era fatto così; in bicicletta, nel suo museo e a casa. Luciano raccontava molto della sua famiglia, dei luoghi nei quali era cresciuto, del mondo che all’improvviso aveva scoperto grazie alla bicicletta.

 

Con lui la vita e il ciclismo prendevano la forma di un sogno.

 

La sua vita si è interrotta domenica 13 agosto, mentre stava facendo una delle cose che più amava, andare in bicicletta.

 

E da quella bicicletta, per i tantissimi che hanno avuto il piacere e l'onore di conoscerlo, non scenderà mai.

di Redazione

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