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martedì 24 Febbraio 2026
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    Ha compiuto 104 Elda Beatrice Bertini: è la cittadina più longeva del comune di Greve in Chianti

    Chiama Alexa per ascoltare Mascagni, scrive poesie e risolve enigmi. Il sindaco Paolo Sottani e la vicesindaca Monica Toniazzi in visita portandole gli auguri di tutta la comunità

    GREVE IN CHIANTI – Dall’alto dei suoi 104 anni compiuti ieri, lunedì 23 febbraio, e celebrati in “pompa magna” con i familiari, tra aperitivi e torte di mele, la pratese Elda Beatrice Bertini, grevigiana di adozione da circa vent’anni, conosce bene i trucchi per restare in forma.

    Al passo con i tempi e interattiva con il mondo digitale, con strumenti che considera accessibili ad ogni età, utili ad arricchire la sfera emotiva, il bagaglio culturale e la quotidianità.

    Che condivide con l’amata sorella Gabriella e il cognato Stefano. Lei che, in oltre un secolo di vita, ha affrontato mille sfide e assistito a trasformazioni ed evoluzioni epocali, non teme il confronto con i marchingegni dell’high-tech, si mostra sicura e decisa ad abbattere i muri degli stereotipi legati all’età… dialogando con la sua assistente virtuale.

    Basta osservarla mentre chiama in causa “Alexa” alla quale si rivolge puntualmente per ascoltare della buona musica, un’alternanza di generi che associa ai diversi momenti della sua giornata: lirica la mattina, jazz al calar della sera.

    Anche in occasione del suo centoquattresimo compleanno Elda non ha rinunciato alle passioni che le regalano benessere, le offrono stimoli intellettivi. Tra i passatempi preferiti ci sono la lettura, l’enigmistica, le parole crociate e l’opera.

    Il sindaco Paolo Sottani e la vicesindaca Monica Toniazzi si sono recati in visita poche ora fa a casa della centenaria per rendere omaggio alla longevità della cittadina e condividere lo speciale anniversario, compiuto oggi, un traguardo importante che rappresenta un momento di festa per tutta la sua comunità.

    “Siamo davvero onorati di poter condividere con Elda, la centenaria più longeva del nostro territorio – dichiara il sindaco Sottani – questa importante ricorrenza, una vita vissuta con grande consapevolezza, determinazione e resilienza, come dimostra il suo percorso di affermazione dell’identità femminile nel secondo dopoguerra”.

    Agli auguri del sindaco si aggiungono quelli della vicesindaca Monica Toniazzi.

    “Alla cara Elda rivolgiamo un calorosissimo buon compleanno – sottolinea – la sua è una preziosa esperienza e testimonianza dei tanti cambiamenti che hanno segnato la storia del nostro territorio e del nostro Paese, un esempio di costanza, equilibrio e forza di volontà. Elda ha saputo credere in se stessa, ha investito sulle proprie capacità e ha individuato un terreno culturale in cui avere il coraggio di esprimersi”.

    Elda Beatrice Bertini, la maggiore di cinque figli, è nata il 23 febbraio 1922 a Prato dove, dopo aver conseguito il diploma della scuola media, ha frequentato un istituto superiore per ottenere l’abilitazione nel settore dell’ottica oftalmica.

    Non si è mai sposata ed ha accudito a lungo la mamma, cagionevole di salute, mentre il babbo pensava a sostenere la famiglia con il negozio di ottica che gestiva in piazza Duomo a Prato.

    “I tempi del fascismo li ricordo bene – spiega con una lucidità fuori del comune – ho vissuto con il terrore, il boato dei bombardamenti che piombava all’improvviso e gettava tutti nel tunnel dell’angoscia, la ferocia della dittatura ha segnato la mia vita per sempre, l’esperienza più tragica è legata al torto che subì la mia famiglia”.

    “Prima di lavorare come ottico, mio padre – racconta – aveva un’edicola dove vendeva il quotidiano “Avanti!”, un’attività che fu costretto a lasciare perché i fascisti che non ammettevano idee e posizioni diverse dalle loro gli bruciarono tutto”.

    Alla domanda che la interroga sul segreto del vivere bene e a lungo Elda risponde che due sono gli elementi che oggi le hanno permesso di spegnere 104 candeline.

    “Da un lato – afferma – l’armonia e il senso di unità della mia famiglia che mi ha fatto sentire sempre accolta, amata, devo tutto ai miei genitori, le mie sorelle e i miei fratelli, dall’altro la scrittura, la poesia che mi ha letteralmente salvato dai momenti più bui, come l’amore respinto dalla persona che amavo, Marcello, che ancora oggi sogno tre volte al mese, almeno. Un amore impossibile, interrotto, diviso dalle ideologie politiche della sua famiglia. Con la poesia ho potuto esternare pensieri intimi e raccontare ciò che sentivo nel mio cuore, liberamente”.

    Elda conserva un quaderno con tutti i suoi componimenti poetici, scritti dagli anni Cinquanta fino a qualche anno fa.

    Tanti e diversi i temi trattati tra cui i sentimenti, le stagioni, le caratteristiche del paesaggio e le tradizioni della cultura toscana, gli affetti familiari.

    Quella letteraria è una passione che la donna ha coltivato insieme al ricamo e al cucito. A fare compagnia ad Elda, nel comune chiantigiano, ci sono altri quattro centenari di cui tre donne e un uomo, nati tra il 1922 e il 1926.

    Malinconia

    E’ un vortice di foglie gialle.

    Il vento si danna nella corsa,

    Il cielo è grigio, muta di colore,

    È il tempo in cui molte memorie care

    riportano alla mente persone e cose di stagioni andate.

    Che dolore!

    Ecco una donna che è rimasta sola

    ricorda, ricorda

    si scioglie in dolce pianto e si consola.

    Prato 1958 – Elda Beatrice Bertini

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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