Stefano Bellacci: “Sul progetto scuole il sindaco di Impruneta avrebbe dovuto dimettersi”

L'ex segretario del Pd replica alle accuse delle opposizioni: "Il progetto in terza piazza presentato dal sindaco fino dall’inizio del suo primo mandato era giusto? Sì, assolutamente sì!"

IMPRUNETA – Stefano Bellacci è stato segretario del Partito democratico a Impruneta (oggi è coordinatore di Italia Viva nel comune imprunetino).

E “dopo quanto scritto dai consiglieri di opposizione non posso non dire la mia sulla vicende scuole del comune Impruneta. Forse avrei dovuto farlo anche prima, ma adesso in qualità di ex segretario del Pd  imprunetino e sostenitore del sindaco Alessio Calamandrei, non posso esimermi”.

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“Proverò ad essere schematico per rendere il discorso comprensibile ai più – inizia – e non mi interessa se i consiglieri di opposizione non saranno d’accordo e continueranno con il dileggio e le offese; non ho da chiedere niente alla politica e non ho mai chiesto niente alla politica”.

“Passo quindi alle considerazioni e alle domande – prosegue Bellacci – La perdita del famoso finanziamento del Cipe per la costruzione delle scuole in terza piazza è una sconfitta del sindaco e della maggioranza che lo ha sostenuto? Sì, ed è una sconfitta che a me
brucia immensamente”.

“Chi mi conosce sa qual era il mio pensiero nel caso di fallimento del progetto scuole – dice senza mezzi termini – L’ho detto a più riprese nelle riunioni di maggioranza e non ho problemi a ripeterlo qui: il sindaco per me si sarebbe dovuto dimettere. La maggioranza tutta ha deciso diversamente, viva la maggioranza”.

“Impruneta aveva e ha bisogno di nuove scuole? Sì – prosegue Bellacci – Credo che questo non sia opinabile da nessuno. Si poteva e doveva puntare sull’asilo di via Roma? No. Non ho figli, ma tanti nipoti e non ci avrei mai mandato nessuno di loro in quella scuola. E’ offensivo solo pensare di poterci mandare i bambini. Quella non è una scuola e tantomeno un asilo”.

“Il progetto delle scuole in terza piazza presentato dal sindaco fino dall’inizio del suo primo mandato era giusto? Sì, assolutamente sì – anche in questo caso Bellacci è netto – Se tornassi indietro lo sosterrei come ho fatto allora”.

“Nonostante le tantissime critiche e obiezioni che le opposizioni vecchie e nuove non ci hanno fatto mancare in questi anni – riprende Bellacci – e nonostante i tanti problemi riscontrati durante il percorso, se non fossero stati cambiati dalla Regione Toscana i parametri e i valori del terreno per poter edificare, oggi, quasi sicuramente, ci sarebbe almeno una scuola in terza piazza; forse due no, ma una ci sarebbe. E nessuno poteva sapere che questo sarebbe accaduto. Ricordo a tutti che su quello stesso terreno ci sono case e giardini e questo significa che nel 2013 nessuno pensava che li non si potesse costruire o costruire solamente con accorgimenti importanti e costosi”.

“Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per portare il progetto fino alla sua conclusione? No – dice ancora con sincerità Bellacci – Si doveva fare molto di più e non arrendersi a due centraline. Il mio pensiero su quello che il sindaco e la maggioranza hanno fatto e non fatto mi sembra di averlo espresso molto chiaramente”.

“Voglio quindi concludere con il mio pensiero sulle opposizioni e sulla politica in generale – riflette Bellacci – Sarà sicuramente utopistico, ma ho sempre pensato che su un problema così importante come le scuole maggioranza e opposizione potessero e dovessero collaborare. Il sindaco passa, le maggioranze passano, le scuole sarebbero rimaste”.

“E’ triste – conclude – vedere che dei cittadini di Impruneta, incidentalmente consiglieri comunali, gioiscono per la sconfitta del progetto scuole del sindaco; forse prenderanno qualche voto in più alle prossime elezioni, ma i nostri bambini resteranno senza scuole adeguate”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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