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giovedì 19 Febbraio 2026
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    Tavarnuzze: “La Bottega di Sghio” torna in scena a cent’anni dalla prima rappresentazione ufficiale

    Al Teatro Moderno, dal 27 febbraio all'1 marzo. Con la partecipazione straordinaria di Sergio Forconi. Per la regia di Marco Consorti. Li abbiamo incontrati, e ci hanno raccontato che...

    TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – “La Bottega di Sghio” torna in scena a cent’anni dalla prima rappresentazione ufficiale.

    Al Teatro Moderno di Tavarnuzze, dal 27 febbraio al 1 marzo, il gruppo teatrale “Senza Sipario” porterà in scena una versione riadattata de “La Bottega di Sghio”, in occasione del centenario della sua prima rappresentazione, avvenuta nel 1924 al Teatro Alfieri di Firenze.

    Lo spettacolo vedrà la partecipazione straordinaria dell’attore fiorentino (grassinese) Sergio Forconi.

    Ne abbiamo parlato con il regista Marco Consorti e proprio con Forconi, che a Tavarnuzze ha anche vissuto.

    “Sicuramente vi sarà emozione – commenta l’attore – come ogni volta che saliamo su un palco e si apre il sipario. Tavarnuzze, ha rappresentato una tappa fondamentale della mia vita, quando, magari ancora il cinema ed il teatro non assorbivano completamente  il mio tempo. Sarà anche un’ occasione  per rivedere qualche faccia conosciuta!”.

    La trama, ambientata in una famiglia di un tempo, ruota attorno a una madre che promette la figlia in sposa a un uomo benestante ma dalla dubbia reputazione (Sor Anchise interpretato dal Forconi).

    La ragazza, però, non vuole saperne. Per sottrarsi al matrimonio combinato, dichiara di essersi innamorata di Lorenzo, uno dei tre macellai della “bottega di Sghio”, noti in paese per la loro bruttezza ma anche per il loro grande cuore.

    La sua è una bugia: in realtà ama un giovane tappezziere del posto. Lorenzo, benché consapevole di essere stato usato, vive per alcuni giorni la gioia di sentirsi amato, un’emozione a lui sconosciuta.

    Quando la ragazza gli rivela la verità, il suo sconforto iniziale si trasforma in un gesto di generosità. Con l’aiuto dei suoi due compagni, Lorenzo riuscirà a convincere la madre della ragazza ad accettare il suo vero amore.

    “È uno spettacolo brillante che fa riflettere – spiega Marco Consorti, regista e adattatore dello spettacolo – La commedia mostra come le persone di buon cuore vengano spesso usate per scopi personali. Ma alla fine, è proprio la loro bontà a prevalere, aiutando gli altri a raggiungere la felicità. L’adattamento che abbiamo proposto è molto fedele al canovaccio originale e siamo davvero contenti che Sergio si unisca al nostro Gruppo Senza Sipario”.

    “Sono ancora disponibili alcuni biglietti – fa sapere Consorti – acquistabili sul sito de L’Ultima Fila (www.lultimafila.it), compagnia teatrale che ha confezionato un cartellone di grande qualità per la riapertura stabile del Teatro Moderno di Tavarnuzze”.

    La presenza di Sergio Forconi, volto noto della commedia fiorentina, impreziosisce lo spettacolo con la sua interpretazione del Sor Anchise.

    “Sono quasi 60 anni che faccio questo mestiere – ci dice – ma ogni volta che vado in scena è come se fosse la prima. Interpretare questo ruolo, poi, è motivo di orgoglio, in quanto, questo testo, è un classico del teatro fiorentino. Basti pensare che il detto “Nella famiglia di Sghio al più bellino mancava una ganascia” è diventato un marchio di fabbrica, conosciuto da tutti”.

    “Sarò in scena con un gruppo valido – conclude – molto valido di colleghi e amici con cui ho avuto modo di collaborare in passato. Lo spettacolo è gradevole, intenso, si ride, ed anche si pensa, si riflette. Non mi resta altro che darvi appuntamento al Teatro Moderno di Tavarnuzze dal 27 febbraio all’1 marzo!”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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