“Il Covid ha rimandato l’Italia al 1800, divisa in tanti staterelli in cui ognuno faceva a suo piacere”

"Grazie al titolo V della Costituzione e alla legge 833/78 la salute degli italiani è curata in 20 modi diversi, secondo il metodo e le capacità di ogni Regione"

Da ormai un anno siamo in ostaggio del Covid-19 e l’Italia è ritornata indietro politicamente al 1800 quando era divisa in tanti stati e staterelli e ognuno faceva a suo piacere.

Grazie al titolo V della Costituzione e alla legge 833/78 la salute degli italiani è curata in 20 modi diversi, secondo il metodo e le capacità di ogni Regione.

Abbiamo assistito a vari esperimenti di erogazione del Servizio Sanitario delle Regioni; c’è chi ha puntato a dare quasi tutto al sistema privatistico, chi ha potenziato i servizi territoriali e riformato il sistema ospedaliero pubblico.

Chi ha fatto finta di fare e non ha fatto e al bisogno son venute fuori le magagne in cui sono coinvolti i cittadini di quelle Regioni.

Ora ci sono i presidenti che vogliono scavalcare il Ministero della Salute per andare a comprare i vaccini per conto proprio quando era stato deciso che questa mansione era di competenza Europea.

Quindi ancora una volta si torna indietro agli stati e staterelli. Prima della Riforma Sanitaria del 1978 c’erano le mutue, e fra queste le due maggiori, l’ENPAS e l’INAM che assistevano rispettivamente i Dipendenti Statali la prima, e i lavoratori dell’Industria, dell’Agricoltura, della Pesca e altre categorie di lavoratori dipendenti.

Chi aveva “il libretto della Mutua” poteva rivolgersi a qualunque sede poliambulatoriale d’Italia, dal Piemonte alla Sicilia, e aveva lo stesso trattamento sanitario ed economico per malattia.

Queste istituzioni essendo state istituite nei primi anni del 900 erano fuori tempo anche a seguito della politica sociale della Svezia e della Gran Bretagna che allora garantivano l’assistenza a tutti a vita.

Poi c’era la rivendicazione della sinistra italiana di gestire la Sanità a livello locale per toglierla dalle mani dai gestori degli enti sunnominati in quanto considerati Feudi Democristiani o riminescenze fasciste.

Furono istituite le ASL e democraticamente ci fu un Presidente e un consiglio di amministrazione composto da rappresentanti dei partiti che come abbiamo visto ci hanno portati allo stato che ci troviamo adesso!

Io spero tanto che dopo questo disastro della pandemia il Parlamento rimetta in discussione il Servizio Sanitario dato alle regioni e lo riporti nella gestione del Ministero della Salute e che il controllo avvenga attraverso i Prefetti e i Sindaci.

Alle Regioni gli rimanga il resto che gestiscono. Non saranno d’accordo, non gestiranno più tanti milioni di Euro!         

R.B.

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