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sabato 21 Febbraio 2026
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    Mozione-scuole FdI, un gruppo di docenti del Liceo Castelnuovo: “E’ contro la Costituzione”

    Lettera aperta: "Manifestiamo la nostra vicinanza e solidarietà al Comune di Bagno a Ripoli e a tutte le istituzioni scolastiche di quel comune"

    Abbiamo letto con profonda preoccupazione la notizia relativa alla proposta di etichettare le scuole del comune di Bagno a Ripoli con classificazioni ideologiche e valoriali, attribuendo agli istituti definizioni quali “schierata a sinistra”, “woke”, “antifascista” o altre simili.

    Riteniamo necessario ricordare agli afferenti a quella parte politica che tale iniziativa è gravemente lesiva dei principi fondamentali della nostra Costituzione.

    In primo luogo, l’articolo 33 della Costituzione sancisce la libertà di insegnamento, che costituisce presidio essenziale del pluralismo culturale e della formazione critica degli studenti.

    Attribuire alle scuole un marchio politico o ideologico significa insinuare il sospetto che l’attività educativa sia assimilabile a propaganda, minando l’autonomia scolastica e la dignità professionale dei docenti.

    In secondo luogo, l’articolo 3 stabilisce il principio di uguaglianza e vieta ogni forma di discriminazione.

    La creazione di elenchi o classificazioni fondate su presunti orientamenti culturali o valoriali introduce una logica divisiva e stigmatizzante, incompatibile con l’idea di scuola pubblica come spazio inclusivo e aperto a tutti.

    Non meno rilevanti sono l’articolo 21, che tutela la libertà di manifestazione del pensiero, e l’articolo 34, che garantisce il diritto all’istruzione.

    La scuola statale non è e non può essere ridotta a un contenitore ideologico da etichettare secondo categorie politiche: è un’istituzione della Repubblica, chiamata a formare cittadini consapevoli nel rispetto dei valori costituzionali.

    Infine, l’articolo 97 impone alla pubblica amministrazione criteri di imparzialità e buon andamento. Introdurre una “schedatura” di questo tipo rischia di compromettere entrambi, trasformando l’ente pubblico in strumento di classificazione politica anziché di garanzia dei diritti.

    Ribadiamo inoltre che la XII Disposizione transitoria e finale della nostra Costituzione sancisce “l’antifascismo come principio base della Repubblica”.

    Tale principio ha ispirato la Legge Scelba e la Legge Mancino. Tutte le scuole italiane dunque devono essere antifasciste.

    La storia del nostro Paese ci insegna quanto siano pericolose le logiche di etichettatura e contrapposizione applicate alle istituzioni educative.

    La scuola deve restare luogo di pluralismo, confronto e crescita civile, non terreno di divisione o intimidazione.

    Per queste ragioni consideriamo tale proposta non solo inopportuna, ma in aperto contrasto con i principi costituzionali che fondano la nostra democrazia.

    Manifestiamo la nostra vicinanza e solidarietà al Comune di Bagno a Ripoli e a tutte le istituzioni scolastiche di quel comune.

    Un gruppo di docenti del Liceo scientifico Castelnuovo di Firenze

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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