Bagno a Ripoli, l’archivio comunale torna a casa: meno costi, più spazio e una memoria più vicina

Migliaia di documenti, prima affidati ad una società esterna, sono stati riordinati e saranno custoditi tra la biblioteca e il palazzo comunale

BAGNO A RIPOLI – Il Comune di Bagno a Ripoli riporta “a casa” una parte importante del proprio archivio storico e amministrativo, avviando un percorso che consentirà entro il 2027 di reinternalizzare completamente la documentazione oggi ancora custodita all’esterno.

Grazie a un’attenta attività di riordino e razionalizzazione degli archivi comunali, è stato possibile far rientrare nei locali del palazzo comunale e della Biblioteca circa 120 metri lineari di documenti precedentemente conservati nel deposito di Archivi Spa a Prato.

Un’operazione che offre un doppio vantaggio: da un lato restituisce al Comune il proprio patrimonio documentale, dall’altro permette un significativo contenimento della spesa pubblica.

Nel 2025 il materiale depositato a Prato ammontava complessivamente a 527 metri lineari. Attraverso un incarico specifico ad Archivi Spa sono stati scartati, nel rispetto della normativa archivistica, 209 metri lineari di documentazione non più soggetta a conservazione, riducendo così il deposito a 318 metri lineari.

Parallelamente, gli archivisti incaricati dal Comune hanno svolto un’importante attività di selezione e scarto della documentazione conservata nelle sedi comunali, recuperando circa 200 metri lineari di spazio. Questo ha consentito il rientro dei primi 120 metri lineari dall’archivio esterno.

Attualmente restano in deposito a Prato 198 metri lineari di documentazione. Il lavoro degli archivisti proseguirà nei prossimi mesi per liberare ulteriori spazi e consentire il rientro progressivo di tutto l’archivio, con l’obiettivo di completare l’operazione entro il 2027.

L’intervento produce anche un importante risparmio economico: il deposito esterno di 527 metri lineari comportava una spesa annua di circa 14mila euro. Oggi, con 198 metri lineari ancora conservati a Prato, il costo si riduce a circa 5mila euro, quasi un terzo rispetto alla situazione iniziale.

“Riportare l’archivio a casa significa prendersi cura della memoria del nostro Comune e allo stesso tempo utilizzare in modo più efficiente le risorse pubbliche” afferma il sindaco Francesco Pignotti.

“Grazie – aggiunge – al lavoro degli archivisti e dei nostri uffici siamo riusciti a recuperare spazi, eliminare la documentazione non più necessaria e ridurre i costi di deposito. Un intervento poco visibile ma molto concreto, che migliora l’organizzazione del Comune e ci permette di investire meglio le risorse”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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