GREVE IN CHIANTI – Un’altra truffa avvenuta pochi giorni fa a Greve in Chianti. Iniziata tramite telefono e poi conclusa in casa della vittima.
A raccontarcelo è la vittima, una donna di 79 anni: “Già tempo fa, avevo ricevuto una telefonata strana che avevo segnalato al 112. Ma questa più recente, risale a sabato scorso. Mi ha chiamata un signore presentandosi come il “maresciallo Colonna” della caserma di Borgo Ognissanti”.
“Mi chiedeva insistentemente il cognome – prosegue – e io gli continuavo a chiedere cosa volesse. Gli ho risposto a tono e riattaccato. Lui ha richiamato indispettito ma io nuovamente ho riattaccato e, nel frattempo, segnalato la cosa al 112”.
“Non so come sia possibile, ma dall’altra parte ha risposto una persona che credo fosse qualcuno di loro. Ha verificato il nome che mi aveva dato e mi dice che questo maresciallo esiste. Così mi rimette in contatto con lui” dice incredula la donna.
Da quel momento, la vittima è convinta che sta parlando con un vero maresciallo: “Inizia a dirmi che sono coinvolta in una rapina avvenuta in Albania con una macchina rubata. Questo perché hanno la mia carta di identità clonata. Che rischio una perquisizione immediata e un possibile arresto”.
“Però poi mi tranquillizza dicendomi che cerca di venirmi incontro per risolvere questo problema il prima possibile. Ma che per scagionarmi ha bisogno di sapere cosa ho in casa. Inizia chiedendomi se avessi armi, coltelli, passamontagna… per arrivare fino a chiedermi dell’oro, per verificare che non sia quello della rapina” ci dice.
Così il presunto maresciallo chiede di “riempire un elenco con codici dettati da lui, per ogni cosa presente in casa”.
“A quel punto, questa dichiarazione scritta deve essere consegnata e lui si propone per venire a prenderla. Mi ha fatto prima paura con arresto, poi i complimenti per averlo richiamato e aver fatto questo lavoro di compilare l’elenco” racconta ancora la donna.
“Poco dopo arriva un uomo che mi dice di essere un delegato – afferma la vittima – L’uomo sembrava conoscesse la casa, ha preso subito le scale. Mi dice che devo andare a lavarmi le mani perché deve prendere le impronte, per verificarle con quelle prese durante la rapina”.
E così, il poco tempo impiegato per andare in bagno, al truffatore è bastato per prendere l’oro che ha trovato e scappare.
La descrizione che ci dà la vittima è di un “giovane, alto, magro, con pantalone chiaro, maglia nera e cappellino che parlava benissimo italiano”.
Inoltre una vicina, che l’ha visto scendere le scale di corsa, sostiene di averlo visto salire su una Fiat Panda grigia.
Dopo poco è arrivata la cognata, hanno chiamato insieme il 112 che ha confermato di non aver ricevuto nessuna chiamata da parte sua.
“I truffatori mi avevano detto di non dire nulla perché c’era un’indagine in corso. Ma adesso voglio raccontare l’accaduto per segnalare a tutti la cosa, per stare il più attenti possibile” conclude amareggiata.
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