Casa di cura Villa delle Terme: immagini e voci dal presidio di protesta per le condizioni di lavoro

Con Cgil-Cisl-Uil di categoria. Appello all’azienda e all’Asl: “La sicurezza, la qualità dell’assistenza e un’organizzazione del lavoro adeguata tornino a essere la priorità”

FALCIANI (IMPRUNETA) – Fp Cgil, Fp Cisl, Fp Uil, con lavoratrici e lavoratori della struttura, hanno effettuato oggi, mercoledì 29 luglio, un presidio di protesta davanti alla casa di cura Villa delle Terme di Falciani, struttura del gruppo Clariane.

La mobilitazione riguarda una realtà che occupa complessivamente circa 300 dipendenti, di cui 250 nel distretto di Falciani, nel comune di Impruneta, e 50 nel distretto Marconi di Firenze.

E intende denunciare una situazione organizzativa e assistenziale che “sta compromettendo la qualità delle cure e le condizioni di lavoro del personale”.

Al centro della protesta vi sono “la progressiva riduzione del personale dedicato all’assistenza, il crescente ricorso a forme di lavoro esternalizzate e precarie” e un’organizzazione dei turni che, secondo i sindacati, “espone lavoratori e pazienti a rischi sempre maggiori”.

“In questa struttura – hanno spiegato Fp Cgil, Fp Cisl, Fp Uil – ogni giorno il personale garantisce con professionalità e dedizione l’assistenza agli ospiti, ma le risorse umane continuano a diminuire”.

“La direzione – sottolineano – ha esternalizzato un intero piano a un’impresa sociale, impiegando personale anche con partita Iva o con condizioni contrattuali peggiorative rispetto agli altri lavoratori”.

Le organizzazioni sindacali hanno denunciato inoltre “una situazione di forte incertezza per parte del personale, che spesso non conosce con anticipo se verrà chiamato a lavorare e segnalano gravi criticità durante il servizio notturno”.

“Ci sono reparti – hanno proseguito i sindacati – in cui di notte un solo infermiere e un solo operatore socio-sanitario devono assistere oltre 28 pazienti che richiedono cure ad alta intensità”.

“Anche quando è necessario l’intervento del medico – dicono ancora – l’infermiere rimane da solo nel reparto. È una situazione che riteniamo non più sostenibile e che mette a rischio sia la sicurezza dei lavoratori sia quella degli ospiti”.

La situazione è già stata segnalata anche all’Asl Toscana Centro, affinché “vengano garantiti adeguati standard assistenziali e organizzativi: le tre sigle sindacali chiedono all’Asl un intervento tempestivo e risolutivo in questa direzione”.

Fp Cgil, Fp Cisl, Fp Uil hanno chiesto infine “un confronto immediato con l’azienda per rafforzare gli organici, superare il ricorso al lavoro precario, garantire condizioni di lavoro dignitose e assicurare un’assistenza all’altezza dei bisogni delle persone ricoverate”.

“L’obiettivo della mobilitazione – hanno concluso Fp Cgil, Fp Cisl, Fp Uil – è far capire che occorre tutelare contemporaneamente chi lavora e chi è assistito. Meno personale significa inevitabilmente più rischi: per questo chiediamo che la sicurezza, la qualità dell’assistenza e un’organizzazione del lavoro adeguata tornino a essere la priorità”.

Le tre sigle sindacali hanno ricordato infine che” la situazione descritta sta in una cornice che è quella di un contratto nazionale di lavoro scaduto da 8 anni, il cui elemento retributivo non sta al passo con l’inflazione”.

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