FIRENZE – La Toscana si dota del suo primo Piano faunistico venatorio regionale per la gestione del territorio e della fauna selvatica.
Un documento che supera definitivamente l’era delle competenze provinciali e del regime di proroghe in deroga che proseguiva dal 2015.
A definire il senso dell’atto è il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che sintetizza il testo definendolo “il Piano dell’equilibrio”.
“La Toscana è una regione di 22.900 chilometri quadrati con 3,6 milioni di abitanti – ha detto il presidente Giani – un’estensione pari alla Lombardia ma con un terzo della sua popolazione e con la superficie boschiva più ampia d’Italia”.
“In un territorio così ricco di risorse naturali e con una presenza antropica diffusa – ha proseguito – definire regole chiare è un passo fondamentale, anche più importante di quanto possa esserlo in realtà maggiormente urbanizzate”.
“Per questo motivo – ha sottolineato – il Piano nasce con l’intento di trovare una sintesi virtuosa fra le tre componenti centrali della comunità locale: agricoltori, cacciatori e ambientalisti, tutte accomunate da un profondo legame e rispetto per l’ambiente”.
Entrando nel dettaglio delle categorie coinvolte, il presidente ha ricordato il valore strategico degli agricoltori: “Attribuiamo loro un ruolo primario per riportare i giovani e le donne alla terra in condizioni di sicurezza economica e operativa”.
Per quanto riguarda i cacciatori, passati da oltre 200mila agli attuali 60mila, Giani ne ha difeso la funzione: “La loro presenza è indispensabile per garantire la biodiversità, il contenimento delle emergenze e l’equilibrio ecologico: senza di loro ci troveremmo di fronte a uno squilibrio dai danni gravissimi”.
Infine, Giani ha richiamato il valore del mondo ecologista: “Dobbiamo sostenere le associazioni ambientaliste autentiche, che sono custodi ideali del paesaggio contro inquinamento e declassamento del territorio”.
Giani ha poi sottolineato l’importanza del percorso istituzionale che ha condotto all’approvazione finale: “Questo è il primo Piano faunistico approvato direttamente dall’Ente regionale a ben 11 anni dal superamento dei singoli strumenti provinciali, un fatto importantissimo che rappresenta un modello operativo per l’intero Paese”.
Ringraziando i presidenti delle commissioni, i consiglieri di ogni schieramento per il lavoro di mediazione sugli emendamenti e il personale degli uffici regionali, Giani ha ribadito l’importanza di procedere senza esitazioni: “Non potevamo rinviare ancora, dovevamo cogliere l’occasione e votare subito per dare risposte immediate e concrete a tutte le sfide che interessano la Toscana”.
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