Ausl TC: “Dopo i recenti casi di Dengue in Toscana, prevenzione e sorveglianza per tutto settembre”

Il direttore Mari: "Le nostre strutture di Igiene pronte non solo nella risposta all'emergenza. Ma occorre la partecipazione di tutti". Ecco quali sono le raccomandazioni

FIRENZE – “I recenti casi di Dengue segnalati sul territorio regionale richiamano l’attenzione sull’importanza di mantenere alta la prevenzione nei confronti delle zanzare e, in particolare, della zanzara tigre (Aedes albopictus), potenziale vettore di alcune malattie virali” fa sapere Ausl Toscana Centro.

Il mese di settembre può coincidere infatti “con livelli particolarmente elevati di presenza della zanzara tigre e le condizioni climatiche favorevoli possono consentirne l’attività anche nelle settimane successive”.

Per questo motivo, non viene meno la necessità di adottare comportamenti utili a limitarne la proliferazione. È quindi importante proseguire con le azioni di prevenzione, sia negli spazi pubblici sia in quelli privati.

“I cittadini sono chiamati a fornire un contributo centrale alla lotta contro le zanzare, adottando buone pratiche per evitare di ‘allevarle’ in maniera inconsapevole” fa sapere l’Azienda.

Per questo si raccomanda di “evitare ristagni d’acqua in sottovasi, innaffiatoi e secchi, di svuotare ogni due o tre giorni i contenitori lasciati all’aperto come le ciotole degli animali e le piscine gonfiabili, di coprire le cisterne e i contenitori in cui si raccoglie l’acqua piovana e di tenere pulite fontane e vasche”.

È utile anche “proteggersi dalle possibili infezioni causate dalle punture indossando indumenti lunghi e chiari, utilizzando repellenti per gli insetti, dotandosi di zanzariere”.

“La partecipazione attiva della popolazione con azioni di prevenzione – sottolinea il direttore generale di Asl Toscana centro, Valerio Mari – può portare benefici a tutta la collettività, rafforzando ulteriormente le strategie di sanità pubblica”.

“La struttura di Igiene e Sanità pubblica del nostro Dipartimento di Prevenzione in sinergia con i Comuni interessati – spiega il Direttore Mari – ha finora condotto in modo tempestivo tutte le iniziative necessarie per ridurre al minimo ogni rischio. Attraverso le indagini ambientali, il Dipartimento valuta quali zone circoscrivere, monitora e definisce gli eventuali provvedimenti”.

“Le amministrazioni comunali procedono dove necessario alla disinfestazione. Preme rassicurare che la gestione di questa arbovirosi – conclude – è sempre all’attenzione del nostro Dipartimento, non solo nella risposta emergenziale ma attraverso la prevenzione e la sorveglianza”.

Per prevenire le arbovirosi rimane essenziale la disinfestazione nel periodo di massima circolazione delle zanzare, ossia tra l’inizio di marzo e la fine di novembre.

In questo ambito, “la lotta larvicida si conferma l’intervento in assoluto più efficace e duraturo, poiché agisce all’origine del problema prima che le zanzare raggiungano la fase adulta”.

Risulta inoltre di primaria importanza “ricercare e trattare i focolai larvali, per arginare sul nascere la proliferazione delle zanzare, oltre a controllare e contenere tempestivamente i casi sul territorio, sia importati che autoctoni”.

In caso di viaggi in aree considerate a rischio si consiglia di informarsi prima di partire riguardo la presenza di casi di malattie trasmesse da vettori, anche tramite il sito del Ministero degli esteri, e di rivolgersi al centro di medicina dei viaggi della propria Asl per conoscere le precauzioni da adottare.

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