BARBERINO VAL D'ELSA-TAVARNELLE – Una stagione davvero straordinaria per il karate a Tavarnelle e Barberino Val d’Elsa, che ha registrato nel 2015-2016 un boom di iscrizioni.
Sport "minore", di cui si sente parlare poco in televisione o sui giornali, è salito (è proprio il caso di dirlo) alla ribalta nei nostri comuni. E ha visto formarsi un ben nutrito gruppo di cinture bianche e gialle.
Ma non è finita qui. Oltre al consistente numero di allievi iscritti, non spicca soltanto la quantità. La particolarità consiste nel fatto che la maggior parte di loro proviene dalla stessa classe: la 2 A della scuola elementare di Tavarnelle.
Probabilmente per seguire l’amico oppure effetto del passaparola, la scelta non segue una motivazione specifica. Anche perché gli sport vanno “ad ondate”: si sa. Fatto sta che in quella sezione il karate batte di gran lunga il calcio, di solito più popolare.
Oltretutto anche in alcuni dei genitori, sulla scia dei figli, è nata la passione per questa disciplina. Diffusa soprattutto tra le donne in quanto valido mezzo di autodifesa, è possibile iniziarla a qualsiasi età.
Insomma un successo che coinvolge tutti (dai piccolissimi agli adulti) quello riscosso di recente dal karate. E che è davvero meritato per uno sport in grado di insegnare tanto a livello non solo fisico ma anche mentale.
“Il karate – a parlare è Elisa Nesi, insegnante delle cinture bianche e gialle a Barberino – è un’arte marziale che lavora sull’attenzione, la concentrazione ed il controllo del corpo. Lo definirei una filosofia di vita”.
“Assolutamente non violento – tiene a sottolineare – consente di toccare l’altro, ma senza fare del male. Durante le gare, l’unico avversario da battere è se stessi”.
“Nonostante abbia un’impostazione prevalentemente individuale – aggiunge – può essere praticato anche in gruppo: i kata a squadre, combattimenti contro rivali immaginari, si incentrano sulla sincronia”.
“Da quattro anni – dice ancora Elisa – insegno nella palestra presso l’asilo nido di Barberino. Tengo i corsi per la prima e la seconda cintura ai bambini delle elementari. Quelli più grandi si allenano a Tavarnelle con il maestro Marco Botti”.
“Quest’anno il gruppo si è ampliato – prosegue – Ben quindici i piccoli karateka, di cui otto frequentano la stessa classe. E insieme al numero sono aumentati pure l’affiatamento e la motivazione”.
“Il lunedì e il mercoledì – spiega l’insegnante – si tengono gli allenamenti, impostati come gioco propedeutico. Al saluto, una sorta di giuramento reciproco tra l’istruttore e il bambino ma anche tra gli stessi allievi, seguono il riscaldamento e lo stretching”.
“A questo punto – continua – si passa alle tecniche per la respirazione ed il controllo del corpo. Il momento sicuramente più divertente coincide con gli esercizi di contatto, svolti sempre in modo ludico: con palline, salti e capriole”.
“Spesso organizziamo competizioni che servano da stimolo – conclude Elisa – Oltre al lavoro fisico durante l’allenamento, affrontare una gara davanti a cinque giudici rappresenta una bella occasione di crescita… anche sul piano emotivo”.
di Noemi Bartalesi
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