Moria di pesci in Pesa, M5S: “Publiacqua responsabile, il sindaco mostri i documenti”

Il Movimento 5 Stelle chiede un'assemblea pubblica per parlare dei problemi della gestione del servizio idrico

SAMBUCA (TAVARNELLE) – Dalla relazione Arpat, sollecitata dal Comune di Tavarnelle per cercare di spiegare la moria di pesci sul fiume Pesa è emerso che alcuni aspetti dello scarico del potabilizzatore di Sambuca, gestito da Publiacqua, non risultano a norma.

 

Il Movimento 5 Stelle torna all'attacco e commenta: "Gli attesi sviluppi hanno confermato ciò che da tempo già sapevamo: Publiacqua è responsabile della cattiva gestione del bene pubblico che gli è stato affidato".

 

Poi i pentastellati tavarnellini rilanciano: "Il sindaco ora dovrebbe spiegarci che senso abbia avuto non rispondere alle domande che gli avevamo posto più volte al riguardo sia in consiglio comunale. Un nostro attivista aveva anche portato la questione all’attenzione del Consiglio Regionale".

 

"Esortiamo il sindaco – dicono ancora – a rispondere alle domande che abbiamo posto quattro mesi fa e a rendere pubblica tutta la documentazione e i rapporti prodotti dall'Arpat. Non vorremmo dover ricorrere nuovamente ai consiglieri regionali del M5S, per accedere a tali documenti e renderli pubblici".

 

"Infine – rimarcano – vorremmo sapere dal sindaco, se intende attivarsi affinché il Comune si costituisca parte civile, in caso di processi a carico dei responsabili dei fatti in oggetto. Non vorremmo dover presentare noi una mozione in tal senso".

 

I consiglieri del Movimento 5 Stelle concludono con un'ultima richiesta: un'assemblea  pubblica nelle prossime settimane dove discutere con i cittadini di Tavarnelle tutte le problematiche legate alla gestione di Publiacqua

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...