VICO (BARBERINO VAL D'ELSA) – Un gesto speciale, di cuore, l’intitolazione del nuovo campo sportivo di Vico d’Elsa a Martino Fratini.
Fondatore della società, la sua scomparsa colpì l’intero paese. E da ora, ufficialmente attribuito alla struttura, il nome di Martino sarà per sempre legato alla sua grande passione: il pallone. Per celebrarne la memoria nel modo più appropriato.
Finalmente concluso l’iter burocratico, sabato 28 maggio si è svolta la cerimonia. Seguita dalla merenda dei "Vikinghi", ha suggellato la ristrutturazione del campo da calcio. E ha costituito un bel momento di condivisione per gli abitanti.
Tagliato il nastro a fine 2014, già in quell’occasione il gruppo sportivo aveva annunciato la proposta appena concretizzata. Che, con alle spalle l’investimento di oltre 20mila euro, ha dotato l’impianto di un titolo degno del suo calibro.
“Apprezzata dalla famiglia, dal sindaco e dalla cittadinanza tutta – inizia il presidente del G.S. Vico d’Elsa Matteo Parentini – l’intitolazione del campo a Martino Fratini è stata una cosa davvero emozionante”.
“A dieci anni esatti dalla morte – spiega – ha significato ricordare una persona che ha fondato la società e si è impegnata in tutte le attività di Vico. Oltre che un grande appassionato di calcio e una colonna portante della squadra negli anni '60 e '70”.
“Saltata la partita scapoli-ammogliati per via del caldo – racconta ancora – la famiglia ha apposto la targa e il sindaco ha ufficializzato. Presente una sessantina di vichesi, abbiamo tirato fuori vecchie foto. Per poi concludere il pomeriggio con un rinfresco”.
“Inaugurato un anno e mezzo fa – aggiunge il presidente – il campo sportivo è un bell’impianto. Dato che aveva più di trent’anni, abbiamo rifatto la recinzione. Inoltre abbiamo realizzato un intervento di adeguamento per le categorie di Figc, in cui gioca il Barberino”.
“Grande la commozione quando Matteo ci riferì l’idea – a parlare è Ilaria Fratini, la figlia minore di Martino – sabato si è raddoppiata. A me, mia sorella Giada e la mamma Renata è sembrato un riconoscimento fantastico”.
“Ci ha fatto molto piacere – prosegue – perché al babbo sarebbe piaciuto. Come sarebbe piaciuto vedere un Vico così forte. Trionfanti per diverse stagioni consecutive, gli amatori si sono aggiudicati varie coppe”.
“Nelle piccole comunità – dice – impegnarsi per il gusto di fare qualcosa per gli altri è importante. Consigliere al circolo Mcl, mio padre contribuì ad organizzare “Vico Arte”: una delle prime feste paesane, univa tutti indipendentemente dall’affiliazione politica”.
“Al di là della gioia di condividere i propri interessi – conclude Ilaria – svolgeva il mestiere del falegname. Anche per questo era molto presente nella vita della frazione. Spesso la gente si fermava in bottega anche solo per fare due chiacchiere”.
di Noemi Bartalesi
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