TAVARNELLE – Chiara Corti e Marco Frosali sono partiti, a piedi, da Tavarnelle sabato 4 giugno: da oltre due mesi camminano verso Santiago de Compostela, in un lungo percorso attraverso l'Italia, la Francia e la Spagna.
Un percorso che sta toccando campagne e montagne, mare e pianure. Un percorso dentro loro stessi, una esperienza di vita straordinaria.
Il Gazzettino del Chianti li sta seguendo fin dall'inizio, anche tramite il loro sito web www.chiocciolafelix.com. Ed ecco che ci aggiorniamo al loro passaggio fra la Francia e la Spagna, nel passaggio da Carcassonne e Saint Lizier.
"Dopo un giorno di pausa a Carcassonne – scrivono – ripartiamo riposati, anche se la partenza è sempre difficile, non perché non vogliamo ripartire, ma perché il corpo si abitua subito alla fermezza e tutte le volte ci mettiamo un po’ per riprendere il via".
Fra Carcassonne e Montréal "il problema è che non c’è nulla per comprare qualcosa da mangiare, infatti siamo costretti a pranzare con le nostre riserve di biscotti. A circa 5 km da Montréal, cominciamo a salire le prime vere colline, da qui possiamo ammirare numerosi campi di girasole e i primi panorami che ormai non vedevamo da molto tempo. Arriviamo a Montréal e alloggiamo in un appartamento messo a disposizione dal comune".
Andando da Montréal a Roumengoux "i paesaggi che vediamo ci aiutano molto, abbiamo attraversato un bel pezzo di Francia, ma questi paesaggi sono tra i più belli visti finora: ci ricordano molto casa, con le colline boscose, vigne, campi di girasole, grano e sullo sfondo iniziamo a vedere anche i Pirenei. Arriviamo a Hounoux, un piccolo paesino dove decidiamo di riposare le gambe stanche…".
Tanti gli aneddoti di centinaia e centinaia di chilometri a piedi. Come fra Roumengoux e Vals, dove "succede una cosa che ci fa ancora ridere: vediamo un cane sul sentiero, a circa 50 m da noi, che comincia a correrci incontro abbaiando. Noi restiamo fermi e cerchiamo di essere impassibili, credendo che voglia difendere il territorio, ma quando ci arriva vicino, ci passa al fianco senza nemmeno considerarci, prende un legno e ce lo mette davanti ai piedi, poi ci invita a lanciarglielo…che buffo, cominciamo a ridere e iniziamo a giocarci".
E ancora, "a Le Mas d’Azil, ad accoglierci c’è il Pastore protestante della Chiesa locale, tanto simpatico quanto pieno di impegni. Ci fa accomodare nell’alloggio adibito ai pellegrini, dove poco dopo arrivano anche Caroline e Jacques".
Insomma, "da Carcassonne a Saint Lizier sono stati sette giorni di cammino dove riassaporiamo la vera ospitalità pellegrina. Dalla città passiamo pian piano alle colline ed infine alle montagne, ma camminiamo sempre ai piedi dei Pirenei. I campi coltivati vengono sostituiti da pascoli, dove mucche e pecore brucano in un fantastico contesto. In questi sette giorni oltre a Carcassonne, attraversiamo anche Pamiers, un’altra città, ma per il resto attraversiamo paesini deserti e tipicamente montani. Siamo contenti di aver ritrovato la montagna, qui tutto è più fluido, il cammino si può riappropriare del nostro corpo, lasciando la mente libera di volare".
di Redazione
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