TAVARNELLE – Alla fine le scuse sono arrivate. Magari poco sincere, magari poco sentite, magari un po' (parecchio… troppo) a denti stretti.
Nella mattinata di oggi, mercoledì 17 agosto, negli studi romani di "Agorà", la trasmissione di approfondimento giornalistico mattutino di Rai Tre, è andato in scena il faccia a faccia fra l'operaio metalmeccanico tavarnellino Marco Bazzoni e il deputato di Sel Arcangelo Sannicandro.
Operaio, come detto, il primo, con busta paga da 1.400 euro netti al mese; avvocato e deputato il secondo, con dichiarazione dei redditi da oltre 400mila euro l'anno.
Sotto accusa le frasi pronunciate in Aula nei giorni scorsi dallo stesso Sannicandro, che con un paragone a dir poco improvvido fra deputati e operai metalmeccanici, ha offeso lavoratori… dalla Val d'Aosta alla Sicilia.
Da qui una lettera aperta di Bazzoni, pubblicata da Enrico Mentana sulla sua pagina Facebook, ripresa da tutti i giornali: apriti cielo, la base di quella che per molti ormai fu la sinistra che si dice profondamente delusa (usiamo un eufemismo) da uno dei suoi eletti.
Un Bazzoni tutto sommato a suo agio di fronte alle telecamere, che ha contestato punto per punto all'onorevole il dispiacere di fronte a quella frase e, ancora di più, di fronte alle mancate scuse.
Dall'altro lato l'onorevole che ha spiegato i motivi del suo non scusarsi: "Sarebbe stato troppo comodo, io ho posto un problema concreto", questa più o meno la sintesi.
E, alla fine, più per favore di telecamere che per convinzione, le scuse con la stretta di mano: con il retrogusto finale, sempre più pregnante, di una totale mancanza di comprensione da parte di molti che siedono nelle Aule di Montecitorio rispetto a quello che accade fuori. Nel mondo reale.
di Matteo Pucci
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