GREVE IN CHIANTI – Non ci sta il consigliere comunale della Lega Nord di Greve in Chianti, Simone Verniani, a prendere per buona la valutazione molto positive delle amministrazioni comunali di Greve in Chianti e Figline/Incisa in merito all'incontro di lunedì 10 aprile al Poggio alla Croce, dove si è parlato dell'arrivo dei migranti nella piccola frazione "a cavallo" fra Chianti e Valdarno.
# ARTICOLO / Migranti a Poggio alla Croce: "Dialogo e partecipazione per accogliere i 30 in arrivo"
"A mio avviso – dice Verniani – le amministrazioni coinvolte hanno dimostrato, con le loro comunicazioni ufficiali, la loro totale mancanza di coerenza relativa al reale svolgimento della serata, visto che non è stata un successo dell'accoglienza e dell'integrazione così come è stata proclamato".
"E' vero – ammette – che molte persone hanno palesato in sala la loro ferma intenzione di voler accogliere positivamente i 30 nuovi migranti, che dovrebbero essere ospitati presso Villa Viviana, sul territorio di Figline-Incisa, in ottica di integrazione, dialogo e assistenza a chi fugge da guerre e persecuzioni, con rassicurazioni da parte dei responsabili della cooperativa di Pontassieve riguardo alla sicurezza e al rispetto delle regole da parte degli ospiti".

LA SERATA – Al Poggio alla Croce, parlando dei migranti in arrivo
"Ma è anche vero – prosegue – che al Poggio alla Croce sono state raccolte circa 230 firme, regolarmente protocollate e verificate, di altrettante persone che sono contarie a tale esagerata imposizione (purtroppo è la Prefettura che decide chi, come, dove e quanti migranti inviare sui territori ) di un così alto numero di richiedenti asilo in confronto ai residenti della frazione, circa 150, quindi un buon 20 % a fronte di percentuali molto più basse riferite ai Comuni d' Italia come limite per l' accoglienza, che dovrebbero essere circa 2,5 persone ogni mille abitanti".
"Certo – continua Verniani – inserire tanti migranti tutti insieme nel contesto di una piccola frazione non ne favorirà l' integrazione, e questo è stato fermamente esposto con parole chiare da Alessio Bonechi, portavoce di tale gruppo di persone, e tali parole hanno scaldato gli animi alla richiesta delle garanzie sulla sicurezza relative alla frazione".
"L'addebito delle eventuali responsabilità in caso di incidenti e problemi – incalza Verniani – ha avuto risposte molto vaghe, nonostante le svariate richieste alla cooperativa e ai sindaci. Venuti a sapere che tali persone avranno a disposizione delle navette gratuite per potersi spostare verso Figline, gli abitanti hanno dichiarato che per le loro medesime esigenze di mobilità erano anni che facevano richieste ai rispettivi Comuni, ricevendo sempre risposte negative, sentendosi così ancor di più oggi cittadini di serie B, sopratutto rispetto ai nuovi arrivati".
"Particolare e significativa – racconta il consigliere comunale leghista – è stata la reazione di una persona del pubblico, della fazione pro accoglienza, al momento della mia presentazione, che, dopo aver capito che ero un consigliere della Lega Nord del Comune di Greve, ha fermamente dichiarato che, non essendo abitante del posto, non avevo diritto di parola in merito, gli ho replicato che questo non era il mio concetto di democrazia".
"Alla mia successiva domanda al sindaco di Figline – dice Verniani – relativa alle politiche sociali, nella fattispecie se percorsi di aiuto simili a quelli per i richiedenti asilo fossero attivi anche per l' assistenza alle persone disagiate e con problemi, ma comunque regolari cittadini Italiani presenti nel suo Comune, non ho ricevuto risposta".
"Nonostante il mio breve riepilogo della serata – conclude – non sono state tutte rose e fiori, e mi dispiace profondamente che le amministrazioni abbiano voluto appositamente "omettere" tutto quanto non era loro gradito, facendo un torto gravissimo a tutti coloro che avevano firmato contro l'arrivo degli ospiti. Questa non si può assolutamente chiamare democrazia, e risulta oggi una parola molto travisata del suo senso originario!".
di Redazione
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