Ricordando il tempo delle antiche ricamatrici grevigiane, usi e costumi di un tempo che fu

Le iniziative di Legambiente Chianti Fiorentinoa Greve e Panzano, seguendo le pagine di Claudia Piccini

GREVE IN CHIANTI – Il circolo Legambiente Chianti Fiorentino, da qualche anno, ha intrapreso un percorso di ricerca e recupero di memorie minori: le consuetudini e gli usi che si trasmettono per via orale o attraverso fonti scritte minori e dimenticate e che, probabilmente, non troveranno spazio nei libri di storia, ma che sono importanti tasselli dell’identità di una comunità, tanto che l’Unesco li ha riconosciuti Patrimonio dell’Umanità.

 

Stavolta è toccato all'affascinante lavoro della ricamatrice, cui verranno dedicate due esposizioni, a Greve e a Panzano: nei locali delle esposizioni del Circolo Italia Nuova in Via I° Maggio 39 a Greve, e in locali privati nello slargo Piazza Bucciarelli di Panzano, sarà gradito ospite un artigiano di San Casciano, Emilio Nesi, che ama mantenere vive le memorie minori del nostro passato. Le date degli eventi sono per Greve 8-9-10 settembre, in concomitanza dell’Expo del vino, per Panzano 15-16-17 settembre, con Vino al Vino.

 

Il percorso è nato dalla collaborazione con la scrittrice grevigiana Claudia Piccini, e dalle pagine del suo libro “L’importante è sentir battere il cuore” dal quale è affiorata la figura della ricamatrice.

 

"Quando ne abbiamo parlato con alcune insegnanti della scuola primaria di Greve in Chianti interessate al nostro lavoro, – spiegano dal circolo Legambiente – , abbiamo insieme constatato che questa memoria è già persa; questo ci ha motivati ancor più a iniziare un’azione di recupero. Abbiamo riportato la memoria del ricamo a scuola, in alcune classi, ed organizzeremo queste due esposizioni, ma sappiamo che dobbiamo fare di più. Insieme a persone sensibili e custodi di questa importante testimonianza come Alba Marilli di Fantechi Ricami a Mano di Greve, che ha messo a disposizione quasi tutto il materiale esposto a Greve, aiutandoci a presentarlo con la sua competenza, ci proponiamo di annodare un filo continuo tra il presente, il futuro e questa memoria ufficialmente minore, ma per noi preziosa, del nostro passato; un piccolo, ma importante tassello della nostra identità collettiva".

 

Il ricamo è arte antichissima, molto probabilmente arriva da noi dall’Oriente. In Italia la Chiesa sceglie il ricamo a scopo di edificazione religiosa e ne favorisce lo sviluppo. 

 

Fino dal Trecento i laboratori di ricamo sono presenti in tutta Italia, in particolare a Firenze, dove questa arte è denominata “opus florentinum”. I laboratori erano intestati a uomini, ma è provata la presenza femminile, non soltanto di suore.

 

Il ricamo è originariamente appannaggio delle nobili, educazione per le ragazze della buona società, ma anche portatore di tradizioni popolari. Soprattutto nel secolo scorso, la ricamatrice, una donna che con ago e filo costruisce sulle stoffe disegni e intarsi raffinati e fantastici, è stata una presenza importantissima per l’economia delle famiglie povere in molte regioni d’Italia e una vera e propria eccellenza del nostro territorio.

 

“Lavoro”, spesso a nero, senza contribuzione e mal pagato, per molte donne appartenenti a famiglie non benestanti del territorio chiantigiano. Rappresentò comunque una opportunità rilevante di lavoro “a domicilio” per casalinghe e contadine, una fonte di reddito e quindi una forma di emancipazione femminile per diverse generazioni di donne.

 

Conoscendole direttamente e vedendole ricamare insieme, in cerchio davanti alle porte di casa, a Greve ad esempio sul marciapiede di Via I° Maggio o nel Parco Sant’Anna, si capiva che lavoravano con passione, che tutta la pazienza e la precisione necessaria per quel tipo di lavoro non sembravano un peso e le loro conversazioni erano allegre e simpatiche. 

 

Probabilmente conoscevano il segreto di sapersi accontentare anche di poco, comunque amavano il loro lavoro.

Tutti questi aspetti affiorano dal libro di Claudia Piccini, per questo la scrittrice accompagnerà il percorso con brani tratti dal suo libro.

 

Tutto ciò è stato possibile anche grazie all’impegno delle socie e dei soci del circolo Legambiente, grazie all’attenzione dell’amministrazione comunale di Greve in Chianti e ai contributi di Cooperativa Italia Nuova di Greve in Chianti e Banco di Credito Cooperativo di Impruneta prima, attualmente Banco Fiorentino.

di Redazione

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