BARBERINO VAL D'ELSA – Borgoladro è un paese immaginario, ma che ha i tratti di Barberino Val d'Elsa. E' questa l'ambientazione del nuovo thriller di Filippo Semplici, scrittore chiantigiano che ama ambientare le sue pagine proprio sui territori che conosce meglio.
"Ti guarderò morire" uscirà il prossimo 5 settembre in formato ebook (editore Delos Digitale) e sarà ambientato a due passi da Petrognano e dalla cupola di San Michele Arcangelo: è la storia cupa, cruda e anche violenta di una vera e propria caccia all'uomo nei confronti di un giovane tecnico informatico (Orlando) in vacanza in Toscana con la fidanzata Elise, tra vecchi in pensione un po’ stravaganti, beceri e ambigui e la figura inquitante del mastodontico Amedeo Beccamorti.
"Questo è un libro che, come gli altri, ho voluto ambientare nella mia amata terra, la Toscana, in mezzo a posti e luoghi che conosco e frequento abitualmente – spiega l'autore – Il ritmo narrativo è incalzante, si entra quasi subito nel vivo della storia, senza risparmiare scene crude o di violenza. La storia nasce essenzialmente da rabbia e paura. Rabbia, perché oggi sono troppi i fatti di cronaca che ascoltiamo in TV, in cui le vittime di soprusi non ricevono mai la giustizia che meritano, mentre i loro carnefici la passano sempre liscia, o quasi".
"Paura – continua Semplici – perché curiosando sul web, com’è mio solito fare, mi sono imbattuto in certe leggende urbane davvero agghiaccianti, che mi hanno spinto ad alcuni approfondimenti; ho scoperto così che alla base di semplici fake, si nasconde davvero qualcosa di terribilmente reale, che mi ha un po’ sconvolto. Da qui l’idea del libro, in cui il finale, oltre a restare aperto e suggerire un seguito (su cui sto già lavorando, con la collaborazione della Polizia di Stato), svela la reale entità di queste leggende digitali fin troppo vere".
Filippo, come hai iniziato a scrivere?
"Ho iniziato a quattordici anni, su una macchina da scrivere. Il perché, forse, l’ho dimenticato o, chissà, non c’è mai stato. Semplicemente, ho sentito il desiderio di esprimere qualcosa di sconosciuto, che avevo dentro, e che non sapevo come tirare fuori. Ecco quindi che la scrittura è riuscita a liberare i miei pensieri, e in qualche modo a renderli vivi. Ho capito che quello che scrivevo poteva piacere al pubblico, quando Valerio Evangelisti ha selezionato un mio racconto per una pubblicazione con Fanucci. "La prima della mia vita". Era il 1999. Da allora non ho più smesso di scrivere".
Quali i libri che ti hanno segnato come lettore?
"Credo di non esagerare dicendo che devo tutto a Lovecraft e ai suoi universi immaginari. Ma se lui è stato il primo, Edgar Allan Poe è stato il secondo. Le loro storie, talvolta gotiche, spettrali o semplicemente paurose, hanno contribuito molto alla mia formazione, tanto che qualche anno fa ho scritto un romanzo, “Il faro”, come omaggio a Lovecraft, grazie al quale ho vinto il secondo premio del Premio Letterario Terni Horror Festival, selezionato da Tullio Dobner, storico traduttore di Stephen King. Agli autori classici si affiancano Clive Barker, il grande Joe Lansdale, Koontz, Matheson, King, accompagnati dagli italianissimi Eraldo Baldini, Tiziano Sclavi, Donato Carrisi. La lista però sarebbe molto più lunga".
Quanto sei influenzato, nella scrittura, dal territorio chiantigiano?
"Moltissimo. Proprio uno dei miei autori preferiti, che ho citato sopra, Eraldo Baldini, mi ha insegnato il gusto per la paura “rurale”, cioè quella delle terre di campagna, dei paesini di provincia, magari lontani e sperduti, fuori dal mondo. E’ lì che spesso si annidano gli incubi più spaventosi. Almeno i miei. Inoltre, una delle regole fondamentali che insegnano agli scrittori, è quella di scrivere di ciò che si conosce: e la mia terra, ormai, non ha più segreti per me".
Il formato e-book pensi che influenzi il lettore?
"Certamente. Ormai frequento il mondo dell’editoria da un bel po’, e posso affermare che ci sono due veri e propri schieramenti di lettori: gli amanti del cartaceo, e quelli del digitale. Nonostante tutto, io mi annovero tra i primi; il suono delle pagine sfogliate, secondo me, non ha paragoni. Tuttavia c’è da dire che in una nazione come l’Italia, dove i lettori scarseggiano, l’arrivo dell’ebook è una manna dal cielo, sia per gli editori, che per gli autori. I primi potranno pubblicare libri a un costo bassissimo, che automaticamente interverrà sul prezzo di vendita, facendogli sfiorare, in certi casi, davvero il ridicolo. I secondi invece potranno sperare di ampliare la loro rete di vendita, stimolando anche i lettori più pigri, che con un semplice click, in qualunque momento del giorno o della notte, potranno acquistare un libro a un prezzo veramente scontato".
Filippo Semplici è alla sua quarta pubblicazione e gestisce il blog Nero su bianco.
di Matteo Pucci
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