STRADA (GREVE IN CHIANTI) – Riceviamo e pubblichiamo da parte de La Villa Spa, gruppo proprietario dell'Rsa Botticelli di Strada in Chianti, la ricostruzione dei fatti in merito a una lettera inviata (e pubblicata) al giornale nei giorni scorsi da Francesco Belli (Fp Cgil Firenze).
Doverosamente, ne diamo conto qui sotto in forma integrale a rettifica dell'articolo pubblicato nei giorni scorsi..
– Dal mese di Aprile 2017 la Società ha attivato, tramite Agenzia per il lavoro, la ricerca di personale qualificato, addetto all’assistenza; la ricerca si è resa necessaria sia per la cessazione di personale giunto al pensionamento sia per fisiologico turn-over dei dipendenti. Da aprile a giugno la Società ha dato seguito ad una dozzina di assunzioni, ma le difficoltà logistiche per raggiungere la Struttura hanno prodotto numerose defezioni e rinunce.
– Quando è arrivata pertanto la prima comunicazione delle dipendenti, in data 29 maggio, la Direzione del personale, interessata sul fronte di numerose relazioni sindacali in altre province, come ben noto, tra l’altro, ai sindacati provinciali, non ha tempestivamente dato risposta; ben conscia, d’altra parte, che la Direzione Aziendale si era già attivata con l’Agenzia per il lavoro e il problema sollecitato dalle dipendenti era già stato analizzato ed affrontato concretamente.
– In data 19 giugno è pervenuta la comunicazione di proclamazione dello stato di agitazione, ovvero ben prima che potesse ipotizzarsi qualsiasi intervento di riorganizzazione (se non la continua ricerca di personale per affrontare le sostituzioni del periodo estivo) e la benché minima chiusura al dialogo da parte dell’Azienda (che ha relazioni sindacali molto attive in tutte le Regioni nelle quali opera con le proprie RSA, come ben sanno anche i predecessori del Signor Belli con i quali i rapporti sono stati sempre corretti e costruttivi).
– In data 27 giugno è avvenuta l’audizione in Prefettura durante la quale riteniamo si sia pienamente dimostrata la disponibilità al dialogo da parte della Direzione Aziendale alla quale, dopo oltre un’ora di discussione, si è opposto un netto rifiuto a qualsiasi composizione bonaria di accordo da parte dell’Organizzazione Sindacale.
– Nei giorni a seguire la Direzione Aziendale ha chiaramente esposto, in tutte le sedi opportune, la difficoltà conclamata e documentalmente dimostrabile, già dal mese di aprile u.s., a reperire sul territorio personale qualificato, cercando anche di spiegare al personale (con riunione del 29 giugno presieduta dal Presidente della Società) quali fossero le problematiche riscontrate, che l’obiettivo fosse la risoluzione delle stesse ma anche che, di fatto, le verifiche degli Organismi di Vigilanza preposti non avessero rilevato una situazione come quella che si voleva rappresentare con lo stato di agitazione ed il paventato sciopero; il Gruppo La Villa opera seriamente e mai, negli oltre 20 anni di gestione della RSA Botticelli ha teso a non voler risolvere i problemi del personale. In quella sede il Presidente ha anche ipotizzato la possibilità di ricorrere all’esternalizzazione ma con il solo obiettivo di risolvere le problematiche di reclutamento e di incidenza (per altro molto elevata) di assenteismo; problematiche queste che, evidentemente, la Società non riusciva a risolvere efficacemente. Le affermazioni di alcuni operatori presenti in merito alla “preferenza” di cambio di Datore di lavoro, sostenuta dal Sindacato (che li avrebbe incitati dichiarando che con qualsiasi altro Datore di lavoro sarebbero sicuramente stati meglio) ha ovviamente sconcertato la Direzione Aziendale che certamente, però, non si è “seccata” ma sicuramente dispiaciuta. Dispiaciuta per la sfiducia dimostrata, per le difficoltà di dialogo e reciproca comprensione e per il clima respirato in quella circostanza.
– Il 30 giugno si è svolta un’assemblea sindacale, peraltro partecipata solo da una minoranza, durante la quale il sindacato ha rinforzato e ribadito che qualsiasi altra soluzione, rispetto a La Villa, sarebbe stata migliorativa. Questo quanto riferito dai dipendenti che presenti a detta riunione hanno preso le distanze da certi contenuti confermando altresì come invece la Direzione Aziendale si sia sempre resa disponibile a risolvere le problematiche de quibus. Vero è infatti che la Direzione di Struttura, su preciso mandato della Direzione Generale, a far data dal mese di Luglio, ha cercato di coinvolgere il personale nella riorganizzazione del servizio reso agli Ospiti tramite la stesura di nuovi piani di lavoro e la verifica quotidiana della funzionalità degli stessi insieme all’equipe. Il tutto con il solo intento di riportare l’attenzione sul lavoro che quotidianamente svolgiamo a beneficio degli Ospiti, lavoro che non può che essere danneggiato da un clima di sfiducia ed ostilità; l’impegno all’ascolto e la condivisione delle scelte organizzative sono state tese a dimostrare che, indipendentemente dai fraintendimenti e dalle problematiche emerse precedentemente, nessuna chiusura nei confronti dei lavoratori era prevista. Tutti i dipendenti che in questi mesi hanno chiesto di poter colloquiare con la Direzione Aziendale sono stati prontamente accolti ed ascoltati.
– Tali atteggiamenti di incomprensibile ostilità dimostrati dal sindacalista Belli, rappresentante sindacale della Fp Cgil Firenze ma ancor prima dipendente in aspettativa della stessa Società, La Villa SpA, si sono spinti fino a tentare di convincere anche il personale della sua Unità Operativa di appartenenza, non interessato dalle vicende della RSA Botticelli, a proclamare anch’esso lo stato di agitazione. Intento peraltro scongiurato dagli stessi lavoratori e quindi palesemente frustrato dal momento che il personale della RSA Giotto ha preferito confrontarsi ed interloquire direttamente con il Datore di lavoro, ottenendo rassicurazioni e confermandone la disponibilità al dialogo ed all’ascolto.
– Parallelamente, la Direzione Aziendale ha esperito una procedura di gara, dandone corretta e trasparente comunicazione ai lavoratori ed alle sigle sindacali (senza quindi diffondere alcuna informazione surreale né tantomeno ricattatoria come invece artatamente formalizzato dal Signor Belli) per l’esternalizzazione dei servizi di assistenza (evidentemente ed inevitabilmente associati ai servizi infermieristici, fisioterapici e di animazione), ovvero proprio dei servizi per i quali esiste maggior difficoltà di reperimento di personale qualificato.
Come più volte espresso, quanto sopra riportato non vuole essere da parte dell’Azienda motivo di attacco verso le parti coinvolte o citate ma vuole essere soltanto una ricostruzione fedele dei fatti per come si sono svolti; atto doveroso per una corretta divulgazione al pubblico di informazioni corrette, veritiere e accertate.
di Redazione
© RIPRODUZIONE RISERVATA



































