GREVE IN CHIANTI – Anche il cuore di un parroco può battere per la musica, le dirette, le radiocronache, i jingle. Fu Don Giuseppe Reggioli, parroco di Greve in Chianti dagli anni ‘60, a costruire intorno a Radio Chianti un vero e proprio progetto di radio comunitaria.
Un centinaio di giovani, di età compresa tra i 14 e i 20 anni, appassionati e coinvolti attivamente nella attività, nel coordinamento e nella gestione di uno strumento di comunicazione che si diffuse gradualmente in gran parte della regione.
Si ascoltava sulle frequenze Fm 99.00 e 92.00 nel Chianti, nel Valdarno superiore e nell’area fiorentina. Una semplice antenna piantata sul campanile della Chiesa di piazza Matteotti, e successivamente sulla vetta del Monte San Michele, è bastata a dare voce alla campagna chiantigiana e a diffonderla in città. Da Greve, nel 1978, la passione e la voglia di uscire dai confini della periferia crescono nell’idea di don Reggioli e si alimentano in un piccolo studio attrezzato con pochi strumenti, tra microfoni, giradischi e piastre per audiocassette.
A rappresentare graficamente la radio un uccellino che canta su fondo blu e verde e uno slogan Radio Chianti “canto libero” che rimarrà impresso nel ricordo intergenerazionale di tanti, soprattutto nei giovani di allora, oggi cinquantenni.
Radio Chianti è una delle prime emittenti private nella storia della radio italiana ad esplodere tra le colline di un piccolo paese di provincia. Il Comune di Greve in Chianti riscopre e ripercorre la vita della radio che parlò, canto, suonò con un palinsesto variegato ed eterogeneo per alcuni decenni. Radio Chianti ha cessato di trasmettere nel 1996. Don Giuseppe Reggioli è scomparso a trenta anni esatti dalla nascita della radio.
Un ciclo di iniziative, insieme a coloro che vissero in prima persona l’esperienza, si terrà nel corso del 2018 a partire dell’anniversario. In primo piano i protagonisti, le voci di quegli anni, il canto libero di una generazione che contribuì alla crescita culturale e sociale della comunità. Tra loro Marco Hagge che dall’esperienza formativa della radio ha tratto opportunità professionali ed è diventato un volto noto di Rai 3. Il primo evento si è tenuto sabato mattina al palazzo comunale.
“Abbiamo ricordato anche attraverso le registrazioni audio di allora la prima diretta dell’emittente – dice il sindaco Paolo Sottani – quando negli anni Settanta le radio iniziarono a far sentire la propria voglia di raccontare la quotidianità, l’idea di un parroco aperto, colto, attento e sensibile alla necessità di comunicare, trovò uno spazio reale nell’etere. Pochi apparecchi in studio, situato in piazzetta Santa Croce, un’ape e una scala per installare l’antenna e una pagina della nostra storia da scrivere con la passione dei giovani volontari come Marco Hagge, Mario Hagge, Spartaco Mori, Italo Baldini e tanti altri”. In ponte ci sono una mostra fotografica e la presentazione di una pubblicazione nel corso dell’anno.
di Redazione
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