GREVE IN CHIANTI – Nasce un comitato di cittadini contro le scelte urbanistiche operate dal Comune di Greve in Chianti. Scelte che lo stesso comitato definisce "on demand".
"Il 9 aprile – spiegano dal Comitato per la Tutela del Territorio di Greve in Chianti – scadranno i termini per la presentazione delle osservazioni al piano strutturale che disegnerà il futuro del nostro territorio per i prossimi 15/20 anni e al piano operativo che individua le opere che potranno realizzarsi nei prossimi 5 anni".
"I nuovi strumenti – accusano – sono stati confezionati senza che mai l’amministrazione si sia veramente confrontata con i cittadini. Nelle assemblee della primavera scorsa il sindaco si è limitato a dare poche e generiche informazioni, senza mai avere il coraggio di rivelare le intenzioni della sua amministrazione".
"I consiglieri comunali – rilanciano – hanno ricevuto la mole di documenti e tavole dei piani solo 7 giorni prima della discussione in consiglio: un tempo ridicolo anche solo per poter prendere visione di tutto, figuriamoci per poter presentare emendamenti, da qui la decisone dei consiglieri di opposizione di non partecipare al voto come estrema forma di protesta".
"Dopo l’adozione – proseguono nella loro analisi – cioè nei 60 giorni previsti per la presentazione di osservazioni, l’amministrazione ha indetto un’unica assemblea nel primo pomeriggio di un giorno feriale; un orario consono alla partecipazione di professionisti del settore ed imprenditori (che infatti erano presenti in gran numero), non certo a quella della cittadinanza che in quell’orario si trova al lavoro".
"In questi due mesi – dicono ancora, spiegando i motivi e le modalità della nascita del comitato – ci siamo riuniti per studiare documenti e tavole al fine di presentare osservazioni ai due strumenti. Ciò che globalmente emerge dall’analisi delle carte è la rinuncia di questa amministrazione a qualsiasi forma di governo del territorio, lasciando agli imprenditori e ai privati il potere di delineare il futuro del comune".
"E’ il sindaco stesso – accusano – a dirlo nelle maniera più chiara e netta nella relazione presentata in consiglio comunale in sede di adozione degli strumenti. Parlando ad esempio di Cintoia, il sindaco afferma quanto segue: “Non abbiamo ritenuto ad oggi di individuare tipologie di intervento e destinazioni d’uso specifiche, cioè non ci siamo voluti prendere l'impegno di classificare quell'area, di dar delle classificazioni che poi potrebbero contrastare con eventuali proposte di investitori rispetto a nostre arbitrarie destinazioni”. Arbitrarie le scelte di un’amministrazione e di un consiglio comunale che rappresentano tutta la popolazione di un comune? Arbitrarie rispetto a chi? A cosa?".
"Quattro anni di lavoro – rilanciano – e oltre 350.000 euro di spesa per redigere dunque nuovi strumenti "on demand", atti solo a recepire le richieste degli “investitori”, le sole evidentemente considerate dal sindaco e dalla sua maggioranza non arbitrarie!".
"Nei prossimi giorni – annunciano in conclusione – cercheremo di raccontare nel dettaglio cosa i nuovi strumenti contengano per quanto concerne l’edilizia, l’industria e l’artigianato, il territorio aperto, i servizi… attraverso i giornali ed altre iniziative. La prima di queste iniziative è stata la formale costituzione di un Comitato per la Tutela del Territorio di Greve in Chianti al quale chiunque può liberamente aderire (adesioni al 3335873939 oppure flavio.meniconi@gmail.com)".
di Redazione
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