PANZANO (GREVE IN CHIANTI) – La Colombina ha “incendiato” non solo il Carro posto ai piedi della chiesa di Santa Maria, ma anche gli animi dei presenti che hanno salutato il suo ritorno sul sagrato tra i botti e fuochi, con un caloroso applauso.
Segno di una buona annata per il raccolto in campagna, così come accaduto nella mattina di Pasqua a Greve in Chianti (e come invece non è avvenuto alla Colombina più famosa, quella di Firenze). Una festa, quella che si tiene a Panzano il giorno dopo Pasquetta, che sfiora i cento ann.
C’è chi ancora ricorda Oliviero Trippi, un anziano che preparava le mine per il materiale della fornace, e di conseguenza si prestava alla parte pirotecnica.

Oppure il cavo del telegrafo lasciato dagli americani dopo la guerra dove scorreva la Colombina, si è arrivati a oggi con i moderni fuochi messi a punto dalla ditta pirotecnica Soldi.
Non solo: un grazie doveroso va all’impegno nel mantenere l’antica tradizione da parte dell’associazione “Il Grondino”, della Pro Loco, della parrocchia di Santa Maria e la sua Compagnia, che dopo i Vespri cantati, la processione eucaristica con la partecipazione della Banda Musicale Filarmonica Giuseppe Verdi, ha percorso un breve tratto per le vie di Panzano.

Per arrivare al momento folcloristico, dopo un intrattenimento musicale della Filarmonica e subito dopo il volo della Colombina e lo Scoppio del Carro.
Ad aiutare lo svolgimento della manifestazione anche l’impegno della Protezione Civile de “la Racchetta” di Panzano, pronta a spengere eventuali tizzoni ardenti fuori controllo, cosa che però non è avvenuta. L’appuntamento si rinnova dunque per il prossimo anno.
di Antonio Taddei
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