GREVE IN CHIANTI – "In questi primi giorni di aprile abbiamo visto alcune rondini e qualche balestruccio e rondone volare su Greve in Chianti. Pochi sinora", spiegano dal circolo di Legamente Chianti fiorentino.
I rondoni soffrono molto i restauri delle abitazioni che prevedono la chiusura di tutti i fori presenti, compresi i coppi delle tegole dei tetti, per cui a questa specie vengono progressivamente sottratti i siti riproduttivi. Per questa ragione principale in tutta Europa i rondoni sono in forte declino.
Rondini e balestrucci soffrono invece per la diminuzione dei siti adatti a costruire i propri nidi, la ristrutturazione degli edifici rurali, quali stalle e porcilaie, negli anni ha distrutto i loro habitat abituali, per questo si sono spostate sempre più verso aree urbane.
Ma nelle aree urbane spesso si verificano episodi di abbattimento dei nidi stessi, soprattutto per evitare la caduta degli escrementi.
"Un falso problema igienico – dicono dal circolo di Legambiente – dovuto a disinformazione medica e culturale. Infatti, questi uccelli, nutrendosi di insetti, producono escrementi costituiti da chitina, proteina naturale, componente degli esoscheletri degli insetti. Il pericolo da un punto di vista igienico, quindi, non è da ricercarsi negli escrementi di chitina delle rondini ma nella presenza di zanzare (di cui le rondini si nutrono) che sono vettori di diverse malattie dannose alla salute di uomini e animali domestici".
"Oltretutto – proseguono – per ovviare al problema della caduta degli escrementi è sufficiente apporre una piccola mensola (anche di cartone) sotto al nido. La diminuzione del numero di questi meravigliosi volatili è inoltre dovuta a un’agricoltura sempre più intensiva che purtroppo fa uso massiccio di pesticidi e antiparassitari, in maniera indiscriminata e seriale, anche vicino a fonti e corsi d'acqua".
Per questo la presenza della rondine è un importante indicatore biologico della qualità ambientale e della sostenibilità delle pratiche agricole.
Uno studio del BirdLife International ha rilevato una flessione della popolazione di rondini del 40%. Un trend preoccupante, che ha fatto inserire, ad esempio, la Rondine Rossiccia, nidificante in Italia, nella lista degli animali “in via d’estinzione”, quindi da tutelare e proteggere.
"Questo studio è oramai datato e da aggiornare ed è probabile che i dati attuali siano ancora più negativi. Dati altrettanto allarmanti riguardano anche rondoni e balestrucci. Esistono normative europee e nazionali che tutelano e proteggono le rondini, i rondoni ed i balestrucci, tali normative intervengono anche con sanzioni penali (qualora il danneggiamento dei nidi sia effettuato nel periodo riproduttivo di queste specie e provochi l’uccisione dei nidiacei o la distruzione delle uova)", spiegano ancora da Legambiente.
"La gravità della situazione però – lanciano l'allarme – rende necessario diffondere ed attuare azioni di sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza, attivare progetti di citizen science e sollecitare l'impegno degli amministratori locali. Per questo, noi abbiamo iniziato un censimento a Greve capoluogo e Montefioralle, (abbiamo censito finora 68 nidi), ma ci proponiamo di estenderlo il più possibile".
"Vogliamo inoltre lanciare un appello – fanno sapere – invitiamo i comuni dell'unione ad inserire sui loro siti istituzionali una pubblica bacheca, dove ogni cittadino potrà segnalare la presenza di nidi di rondini e balestrucci e la presenza di rondoni in ambito urbano e non urbano. Sarà nostra cura raccogliere i dati e segnalarli alle autorità locali ed eventualmente conferirli su canali attivi per l'elaborazione a livello nazionale ed internazionale".
Continuano gli ambientalisti: "Per quanto riguarda i comuni dell'Unione del Chianti Fiorentino, territorio di nostra competenza, noi li inviteremo ad attuare modifiche agli strumenti urbanistici in modo tale da favorire la riproduzione di Rondoni, Rondini e Balestrucci sugli edifici dell’ambito territoriale del Comune. In fase di elaborazione dei nuovi PS/PO, inviteremo le amministrazioni a considerare tali esigenze nell'indicazione delle nuove regole, alle quali i cittadini dovranno attenersi, nel realizzare nuovi manufatti che andranno a modificare il territorio nel prossimo futuro".
"Inoltre – dicono ancora – invieremo a tutti i comuni dell'Unione, una bozza di delibera da portare all'approvazione del consiglio comunale, che informi la cittadinanza sulla normativa esistente, di tutela e conservazione dei nidi ed i luoghi di nidificazione di rondini, rondoni e balestrucci , vietandone l''abbattimento e che regoli gli interventi di ristrutturazione con eventuale compensazione obbligatoria dei nidi rimossi con nidi artificiali, vietando l'uso di prodotti chimici diserbanti vicino a corsi d'acqua".
Concludono da Legambiente: "Occorre comunque accollarsi, su tutto il territorio dell'unione, un impegno forte, da parte di tutti (amministratori in primo luogo) per informare e sensibilizzare affinché le regole si definiscano meglio e vengano assolutamente rispettate anche dove sono già parzialmente presenti, per la salvaguardia di questi importantissimi biondicatori, ormai così seriamente minacciati. Ci auguriamo che iniziative di questo tipo si trasformino anche in strumenti di politica locale e regionale, come del resto già avvenuto in altre regioni, ad esempio in Lombardia".
di Redazione
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