GREVE IN CHIANTI – Cosa è successo davvero martedì scorso a San Polo quando una bomba d'acqua si è abbattuta nel paese e ha causato l'esondazione di un affluente dell'Ema, lo spiega nel dettaglio il presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, Marco Bottino.
La stazione di rilevamento del Centro Funzionale della Regione Toscana (CFR) ha registrato pioggia tra le ore 14 e le ore 17 con particolare concentrazione intorno alle ore 16 e cumulate di precipitazioni vicine ai 60 mm in poco meno di due ore.
"Tale condizione ha determinato l’improvvisa risposta di tutti i corsi d’acqua dell’area che in circa un’ora hanno conosciuto un improvviso innalzamento dei livelli, con superamento oltre le soglie di guardia del Torrente Ema; a Strada in Chianti ha l'Ema si è alzato fino a oltre 3 m a Grassina il torrente ha superato il secondo livello di guardia fissato a 2 m di altezza".
"Si è trattato di un evento meteorico violentissimo (e quindi assolutamente eccezionale) in aree molto circoscritte, sul versante destro dell’alta Ema, un fenomeno che si registra ogni 50 anni".
I tecnici del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, insieme al Presidente Marco Bottino hanno ispezionato torrenti e borri, nei comuni di Greve in Chianti e Bagno a Ripoli, per verificare la tenuta e il funzionamento delle sistemazioni idrauliche e monitorare la situazione in stretto contatto con le istituzioni comunali, con il Genio Civile della Regione Toscana e altre autorità competenti: "Le rilevanze dei tecnici consortili hanno confermato l'esondazione del Borro della Pieve affluente del Torrente Ema nell'abitato di San Polo in Chianti presso il cosiddetto Ponte delle Ceramiche alla confluenza con il Torrente Ema e l’esondazione del Borro Cascianella, altro affluente del Torrente Ema a Capannuccia, a monte degli attraversamenti della SP 56 Via di Tizzano e di Via di Castel Ruggero, con conseguenti allagamenti degli abitati circostanti".
Specifica il presidente del Consorzio di Bonifica Bottino che il Borro della Pieve è stato oggetto di tre passaggi stagionali di manutenzione ordinaria mediante sfalcio della vegetazione nell'ultimo anno (fino a ottobre), la vegetazione sulle sponde del Borro della Cascianella nell’abitato di Capannuccia è stata tagliata due volte ed era in attesa di due passaggi nei prossimi mesi.
I lavori per la manutenzione delle sponde dei fiumi dei prossimi mesi erano stati già affidati e saranno eseguiti nel rispetto di una delibera regionale che dice: “I tagli di vegetazione in alveo devono essere effettuati preferibilmente nel periodo tardo-autunnale e invernale, escludendo tassativamente il periodo marzo-giugno in cui è massimo il danno all’avifauna nidificante” con la programmazione della ripresa dei lavori già fissata per il prossimo luglio.
Il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno sta ora redigendo richiesta al Genio Civile per la deroga delle disposizioni di quella delibera in modo tale da riprendere immediatamente le lavorazioni forestali sull’area dell'Ema per asportare subito eventuali piante cadute in alveo o indebolite dalla piena.
"Le manutenzioni hanno determinato in entrambe le situazioni una condizione di alveo completamente sgombro da vegetazione su tutto il tratto in prossimità dei centri abitati e la non presenza di materiale flottante rilevante (tronchi/alberi) trasportato da monte in prossimità degli attraversamenti stradali, restringimenti di sezione. La fuoriuscita di acque di piena è dunque da ricondursi a situazioni infrastrutturali di restringimenti di sezione (come i ponti) e non tanto alle condizioni di manutenzione degli alvei", continua Bottino.
"I tecnici consortili inoltre hanno verificato il corretto funzionamento del sistema di casse di espansione a bocca tarata sul Torrente Ema a monte di Capannuccia e della sistemazione degli argini a Meleto in manutenzione e gestione a cura del Consorzio, le opere di difesa idraulica hanno sicuramente scongiurato l'allagamento della zona industriale. E Grassina è salva grazie alle opere fatte a Capannuccia".
Conclude il Consorzio di Bonifica parlando del contributo che le famiglie chiantigiane sono chiamate a pagare in questi giorni: "In merito alla prevedibili ed immancabile associazioni causale tra il verificarsi di un simile evento straordinario e le competenze, funzioni, attività operativa e entrate economiche del Consorzio occorre precisare che il contributo di bonifica, obbligatorio non costituisce né potrà mai costituire garanzia della non allagabilità delle proprietà, considerando comunque che qualsiasi formula assicurativa, anche a fronte del pagamento di premi rilevanti, esclude la propria copertura in caso di eventi calamitosi naturali".
di Redazione
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