Psicologo di base: tra Firenze, Prato, Pistoia e Empoli in quasi 2 anni seguite 1.246 persone

Ecco i dati emersi durante la seconda Giornata nazionale della ricerca psicologica. La psicologa Basagni: "Molte persone avrebbero voluto continuare il percorso"

FIRENZE – “Più di mille persone seguite, quasi cinquemila colloqui effettuati e oltre ottocento percorsi già conclusi. I numeri dell’Asl Toscana Centro raccontano la crescita dello psicologo di base nei territori di Firenze (Quartiere 5, ma anche Calenzano e Greve in Chianti), Empoli, Prato (Vernio) e Pistoia (San Marcello Piteglio), mostrano come il servizio stia diventando un punto di riferimento per chi cerca un supporto psicologico accessibile e vicino al territorio”.

A spiegare i dati della Asl Toscana Centro emersi a margine della seconda Giornata nazionale della ricerca psicologica è Benedetta Basagni, psicologa di base dell’Azienda Usl Toscana Centro.

“Da settembre 2024 al 30 maggio 2026 – continua la psicologa – si sono rivolte al servizio 1.246 persone, di cui 886 donne e 360 uomini. I percorsi conclusi sono stati 831, mentre i colloqui complessivi hanno raggiunto quota 4.928”.

“I risultati sono ottimi – dice – sia per il numero delle persone che si sono rivolte al servizio sia per gli esiti che abbiamo verificato attraverso i feedback dei pazienti e dei medici che li hanno inviati. A inizio e a fine percorso misuriamo la tendenza ad ansia e depressione e in molti casi osserviamo un sensibile miglioramento”.

“Le persone seguite – sottolinea Basagni – hanno un’età compresa tra 14 e 93 anni. Tra i motivi più frequenti di accesso ci sono difficoltà relazionali, elaborazione del lutto, problemi di genitorialità, conflitti familiari o sul lavoro, somatizzazioni, insonnia e il desiderio di modificare abitudini legate all’alimentazione o al fumo in un’ottica di maggiore benessere”.

“Pensavamo che gli anziani avessero più remore a chiedere un supporto psicologico, invece molti si sono rivolti con fiducia al servizio. In questo conta molto il rapporto con il medico di famiglia” aggiunge.

“Il punto critico – conclude la psicologa – sta proprio nel fatto che essendo una fase sperimentale il servizio non è ancora capillare a livello territoriale. Molte persone ci ricontattano perché vorrebbero proseguire o riprendere il percorso, ma al momento non è possibile. In alcuni casi organizziamo sedute di gruppo, ma il bisogno di continuità è evidente”.

“I numeri dell’Asl Toscana Centro – afferma il vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana, Simone Mangini – dimostrano che la domanda di supporto psicologico sul territorio è ampia e trasversale. Non parliamo solo di situazioni di grave sofferenza ma di persone che cercano un aiuto per affrontare passaggi difficili della vita quotidiana. È proprio questa capacità di intervenire precocemente che rende lo psicologo di base uno strumento strategico per la salute pubblica”.

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