BARBERINO TAVARNELLE – Salute e benessere nelle scuole con un menù sempre più vario, buono e biologico.
L’amministrazione comunale di Barberino Tavarnelle ha ricevuto un contributo statale per l’alta qualità del servizio di mensa scolastica che, ispirato dai principi della sostenibilità, mette in campo l’utilizzo sempre più ampio e trasversale di prodotti biologici e a Km zero.
“Lo stile di vita sano, rispettoso dell’ambiente e attento a contrastare gli sprechi – dicono dall’amministrazione comunale – diventa un must sulle tavole degli allievi e delle allieve di Barberino Tavarnelle tanto da far guadagnare al comune chiantigiano una risorsa economica, assegnata dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare e delle foreste, in accordo con il Ministero dell’Istruzione del Merito”.
Il contributo attesta l’attenzione e la cura dedicati all’elaborazione del menù scolastico che dal 2024 ha incrementato considerevolmente l’impiego della cultura biologica in tutti gli ordini e gradi delle scuole del Comprensivo “Don Lorenzo Milani”, nei nidi comunali e nella scuola paritaria “Vincenzo Corti”. A partire dal momento del pasto condiviso.
Grazie a questa risorsa l’amministrazione comunale offrirà gratuitamente due giornate di menù biologico a 1.400 bambini complessivi e realizzerà un ciclo di iniziative di educazione alimentare.
Nelle giornate dei pasti offerti dal Comune, il cui calendario è in via di definizione, sfileranno sulle tavole dei refettori scolastici i piatti realizzati con ingredienti bio, scelti dagli stessi allievi e allieve che hanno espresso le loro preferenze tramite un sondaggio proposto dall’amministrazione comunale in collaborazione con la dietista Alessandra Siglich.
Tra i piatti più gettonati lasagne al ragù, riso alla zucca, pasta e piselli, frittata al prosciutto, cotoletta milanese, finocchi gratinati, fagiolini e pomodori.
“E’ fondamentale per noi offrire agli allievi e alle allieve un’occasione gastronomica di qualità e sostenibilità – afferma l’assessora alle politiche educative Elena Borri – condividere il pasto a scuola è un rituale che assume una valenza culturale e sociale molto forte, il cibo è un’esperienza culturale che invita alla relazione, alla consapevolezza e alla responsabilità”.
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