TAVARNELLE – Ormai vicinissimi alla meta sacra, la coppia di pellegrini partiti a piedi da Tavarnelle ha raggiunto quota tre mesi di viaggio.
Il 4 giugno infatti Chiara Corti e Marco Frosali, rispettivamente 27 e 29 anni, hanno intrapreso un’esperienza che segnerà la loro vita… a passo di chiocciola. E che inevitabilmente cambierà la loro percezione delle cose.
Attualmente nei pressi di Sahagún, i due ragazzi si trovano in un punto geograficamente paragonabile in Italia alla Pianura Padana. E notano come le città spagnole siano piene di vita a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Il più alle spalle, progettano di giungere a destinazione alla fine di settembre. Un po’ stanchi dal punto di vista emotivo ma comunque in super forma considerando lo sforzo, li chiamiamo. E loro sono entusiasti di fare il punto della situazione con noi.
“A metà del Cammino Francese – iniziano Chiara e Marco – stiamo attraversando la Meseta, un altopiano di ottocento metri caratterizzato da campi di grano e sole. Più che fuori ci guardiamo dentro, data la monotonia del paesaggio”.
“Percorsi 2.260 chilometri – dicono – ne mancano cinquecento all’oceano. Ormai abituato il fisico, sentiamo nostalgia di casa e voglia di riposo. Ma siamo felici e ci riteniamo fortunati per le belle conoscenze che abbiamo fatto”.
“Almeno fino a Carcassonne – raccontano – in Francia ci consideravano semplici turisti. Divertente la tratta sulla spiaggia: i bagnanti ci osservavano incuriositi. Nella periferia di Montpellier, una coppia di anziani ci ha offerto la cena ed ospitato per la notte”.
“Abituati a pasti frugali per questioni pratiche o di spesa – proseguono – abbiamo letteralmente “svaligiato” il buffet del ristorante cinese in cui ci hanno portato. Mantenendoci ancora in contatto, abbiamo inviato loro una cartolina”.
“Ben organizzato il tratto da Carcassonne a Saint Jean Pied de Port – spiegano – proprio qui inizia il Cammino Francese. Dopo mesi senza incontrare nessuno, all’inizio la presenza dei numerosissimi pellegrini ci ha destabilizzato”.
“Scavallati i Pirenei – dicono ancora – il 26 agosto siamo entrati in Spagna. Il primo paese che abbiamo trovato Roncisvalle. Presto arriveremo a León, la terza città più grande che attraverseremo in questa nazione”.
“I posti più belli in Francia, soprattutto in montagna – ricordano – La tappa in assoluto più dura invece quella per arrivare a Lourdes. Molto lunga e segnata male, abbiamo superato un dislivello enorme e affrontato una grande fatica sia fisica che mentale”.
“Prendendo un volo direttamente da Santiago – concludono i pellegrini – all’inizio ci invogliava l’idea di un viaggio in America. Ma adesso pensiamo di tornare. Abbiamo capito che l’arrivo non è Santiago, ma il rientro a Tavarnelle”.
di Noemi Bartalesi
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